Capcom, 30 anni di straordinari videogiochi
Si festeggia quest’anno il trentesimo anniversario della nascita della più grande software house giapponese. Con videogiochi come Street fighter e Resident Evil, Capcom non ha mai deluso i suoi fan, facendo divertire generazioni di appassionati.
di Luna Argirò 6 giugno 2009 13:14
Quante volte da bambini siamo entrati in quelle sale piene di videogiochi, biliardi, e jukebox? Quante volte poi ci siamo avvicinati ad uno di loro e abbiamo infilato un gettone? Quante volte abbiamo mosso quella manovella e premuto quei 2 soli tasti che ci permettevano di fare tutto con il personaggio del gioco, a volte anche per ore? E ancora quante volte subito dopo la scritta “game over” avete letto “insert coin” e ne avete inserito un altro? Così è nato il mondo dei videogiochi, quello che oggi abbiamo nelle nostre case grazie al computer e a consolle come la PlayStation o il Nintendo, qualunque versione esse siano. Così è nato: in quelle sale con queste giganti macchine che sopperivano alla mancanza dei pc di una volta, troppo poco performanti per poter far girare un videogame come Street Fighter. Lo ricordate vero? Certo, perché proprio questo è uno dei titoli che ha reso celebre una delle più grandi software house di tutti i tempi. Parliamo di Capcom che proprio nel 2009 festeggia i suoi primi 30 anni di grandiosi successi.
Fondata ad Osaka il 30 maggio del 1979, Capcom non è altro che l’acronimo di “Japan Capsule Computers”. In 30 anni di vita non ha mai deluso le aspettative dei gamers più appassionati, sfornando un successo dopo l’altro. Primo fra tutti l’arcade “Vulgus” del 1984 seguito subito dopo dall’indimenticabile “Ghost’n Goblin’s”. Come dimenticare quel piccolo cavaliere in armatura che attraversa mondi spettrali e affronta mostri di tutti i tipi per salvare la sua bella dal demone che l’ha rapita. Sicuramente i giocatori sopra i 30 ricordano la sua grafica completamente nuova e la sua difficoltà rispetto ai primi giochi come poteva essere il classico Pacman. Ed è proprio in questo che la casa giapponese si è sempre distinta: la giocabilità dei suoi titoli l’hanno portata ad essere oggi la regina nel suo campo. E poi un sacco di altri titoli che nelle sale giochi hanno sbancato: Strider, Final Fight, Forgotten Worlds, Ghouls n’ Ghost. Oggi invece siamo arrivati ad avere dei giochi di cui a quanto pare non si può proprio fare a meno.
Partiamo sicuramente dal più famoso e “anziano”: “Street Fighter”. Arrivato oggi al suo quarto capitolo il picchia duro più famoso del mondo è diventato indimenticabile. È la seconda versione quella in assoluto più famosa e ricercata, quella con i personaggi come Mister Bison, Blanka, Honda e il belloccio Ryù, oggi mascotte di Capcom insieme a Megaman. Sicuramente non eccezionale a livello di grafica ma quanto a giocabilità imbattibile. È per questo che ha venduto milioni di copie e sopravvive tuttora nelle sue versioni per consolle come la Xbox 360. Per non parlare poi degli ultimi titoli della casa di Osaka: “Resident Evil” che dal 1996 ad oggi ha venduto più di 40 milioni di copie; Megaman con 128 titoli ne ha vendute 30 milioni e infine uno dei più famosi giochi d’azione di tutti i tempi come “Devil May Cry” con altri 10 milioni di copie. Insomma i primi 30 anni di storia della Japan Capsule Computers non sono per niente andati male. Certo tutti noi amanti delle consolle ci auguriamo che continuino a sfornare titoli sempre più belli e spettacolari.



