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Politica

Enrico Letta: "il Pd tra web e impressionismo"


di Giovanni Fusilli
12 ottobre 2007 16:32

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"Vorrei fare in modo che il nuovo partito sia costruito un po’ come l’enciclopedia Wikipedia, un po’ come un quadro di Van Gogh. Come accade con Wikipedia, anche nel Pd ognuno delle centinaia di migliaia di partecipanti deve portare il proprio contributo, le proprie competenze, che in certi campi sono di sicuro maggiori delle mie e di quelle dei leader del centrosinistra. E, come i quadri di Van Gogh, il nuovo partito deve avere tinte forti: un giallo che sia giallo, un blu che sia blu". Questa è una dichiarazione di Enrico Letta, candidato alla presidenza del Partito Democratico. "Vorrei che caratteristica dei responsabili del Pd fosse quella di essere sempre e costantemente sotto esame - afferma Letta, attualmente sottosegretario alla presidenza dei ministri – mentre molte personalità della classe politica attuale hanno sostenuto il loro ultimo esame durante la maturità".

Insomma, l’idea di Letta sul futuro del Pd, è fatta di partecipazione e collaborazione. Queste le parole d’ordine. Enrico Letta è nato a Pisa il 6 settembre, laureato in diritto internazionale con un dottorato di ricerca in diritto delle comunità europee ed entrato in politica prestissimo. Già a 25 anni era presidente dei Giovani del Partito Popolare europeo, ed è stato il ministro più giovane della politica italiana; a 32 anni, ancora prima di Andreotti è stato ministro per le Politiche comunitarie nel 1998 per il governo D’Alema. Ma la sua carriera politica, fino a diventare ministro, è fatta di gradini successivi. Nel 1990 conosce Beniamino Andreatta e diventa ricercatore dell’Arel, l’Agenzia di ricerche e legislazione di cui è segretario generale dal 1993. Nello stesso anno il primo contatto con le istituzioni. Segue infatti Andreatta, come capo della sua segreteria, al Ministero degli Esteri, nel governo Ciampi. Proprio Ciampi lo chiama nel 1996al Ministero del Tesoro come segretario generale del Comitato per l’euro. Dal gennaio 1997 al novembre 1998 è vicesegretario del Partito popolare italiano. Nel novembre del 1998, con il primo governo D’Alema, diventa ministro per le Politiche comunitarie. Da qui i suoi diversi incarichi come ministro: nel 2000 è ministro dell’Industria commercio e artigianato nel secondo governo D’Alema e con il successivo governo Amato diventa anche ministro del Commercio con l’estero fino al 2001. Nello stesso anno diventerà deputato per la prima volta e si iscriverà alla Margherita. Nel 2004 segnerà le dimissioni dalla camera per diventare deputato europeo. Da qui il suo incarico di ministro nel 2006 con l’attuale XV legislatura.

Caratteristica delle sue liste per il partito democratico è la presenza come capilista di cittadini italiani di origine estera: filippini, indiani, somali, che si sono integrati perfettamente nel nostro paese e che lavorano nei settori più disparati, compreso quello dell’imprenditoria. "E’ importante – afferma Letta – per le popolazioni provenienti da altri paesi vedere i capi delle loro comunità che entrano a far parte di un organo di partito così importane, ed è importante per i cittadini di origine italiana vedere queste persone originarie di altri paesi che parlano con l’accento delle diverse città italiane. E’ un modo per capire che l’integrazione è un elemento importante e da attuare al più presto". Grande attenzione è rivolta dal ministro candidato per la presidenza del Pd alle pensioni, valutate però in termini di lungo raggio. Sottolinea infatti l’impegno a fare in modo che nel 2030 si possano garantire le pensioni a coloro che oggi lavorano con contratti parasubordinati.

Altro punto importante sono le questioni dei trasporti ed ambientali, che secondo Letta verranno affrontate con un grande investimento per trasferire gran parte dei viaggi su ruote a spostamenti su rotaie: sia per il traffico urbano, soprattutto nelle città di Roma, Milano e Napoli, sia per i trasposti ferroviari, da migliorare, con l’aggiunta di mille treni pendolari, anche in quei tratti che sono fuori dalla “Y” di Milano, Venezia, Bologna, Napoli, nella quale sono già stati investite numerose risorse economiche. Tra le curiosità del personaggio Enrico Letta, il politico, giovane rispetto alla media dei parlamentari italiani, non nasconde alcuni suoi hobbyes che esulano dalla sua professione. E’ un appassionato lettore di qualsiasi libro, e coltiva un debole per i fumetti di Dylan Dog, per il Milan, e del gioco del subbuteo, divertimento con quale si diletta tutt’ora. Qualunque sarà l’esito delle primarie del Pd la presenza di Enrico Letta sarà sicuramente foriera di nuove energie e stimoli all’interno della nuova formazione politica.

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