Euro da ricordare
Vengono coniati da ogni Stato membro per commemorare ricorrenze speciali, talvolta in emissioni collettive. Solo tagli da 2 € e non più di una moneta all’anno. Una collezione piuttosto abbordabile, che riscuote un successo sempre crescente.
di Luca Caruso 25 agosto 2009 10:31
I primi 2 € commemorativi apparvero nell’estate del 2004, recando impressa l’effigie del discobolo di Mirone, in occasione delle Olimpiadi di Atene. Gli euro sono una vera gioia per i collezionisti. Alle emissioni dei vari Stati membri (le cosiddette serie divisionali), che inizialmente erano 12 (eccetto Vaticano, San Marino e Monaco), se ne aggiunge ogni anno qualcuna nuova, arricchendo il ventaglio numismatico e collezionistico: nel 2007 la Slovenia, nel 2008 Malta e Cipro, nel 2009 la Slovacchia. Gli Stati che hanno adottato l’euro sono già 16, assicurando così un colore variopinto al denaro che passa tra le nostre mani in forma di moneta, anche grazie al turismo e a interconnessioni sempre più fitte tra i vari Stati. Non bastasse, vengono coniate pure delle monete speciali, le commemorative da 2 €, in circolazione a partire dal 2004 nei Paesi membri della ‘zona euro’, come monete aventi corso legale. Queste vengono solitamente emesse per celebrare anniversari di eventi storici o per porre in risalto avvenimenti attuali di particolare importanza. E non vanno confuse con le monete commemorative (dal valore facciale superiore ai 2 €), che sono ufficialmente proposte come monete da collezione e di solito coniate con un metallo prezioso, oro o argento.
Gli euro commemorativi. La nascita delle monete commemorative deriva da una decisione del Consiglio europeo, che ha abrogato il divieto di cambiare il dritto nazionale delle monete in euro a partire dal I gennaio 2004, tuttavia con alcune raccomandazioni e restrizioni. Innanzitutto riguardo al disegno: le monete devono continuare ad avere un rovescio comune, mentre il dritto nazionale adottato non dev’essere modificato prima del 2008, a meno che il capo di Stato ritratto su alcune monete cambi prima di allora (è successo per il Principato di Monaco e la Città del Vaticano, i cui sovrani Ranieri III e Giovanni Paolo II sono morti nel 2005 e i cui lati dritti nazionali sono stati cambiati nel 2006). Ulteriori disposizioni limitano la frequenza e il numero di emissioni di monete commemorative. Ogni Stato membro ne può emettere soltanto una ogni anno, unicamente da 2 €. Il numero di queste monete non dovrebbe superare lo 0,1% del totale di monete da 2 € messe in circolazione da tutti i membri dell’eurozona (limite che può essere eccezionalmente innalzato al 2% se la moneta commemora un evento molto importante), e il 5% del totale di monete da 2 € immesse in circolazione dallo Stato coniatore, che dev’essere chiaramente identificato sul lato dritto.
Il collezionismo. Intorno agli euro commemorativi si è sviluppato un mercato alquanto prospero. È possibile, anzi frequente, che alcuni di questi pezzi ci capitino per mano: un occhio allenato li riconosce immediatamente. Altrimenti, si possono acquistare nei negozi specializzati, fior di conio, cioè nel loro splendore originario, senza che alcuna mano li abbia sfiorati e resi opachi (anche se nel tempo il processo di ossidazione risulta pressoché inevitabile, a meno di conservarli sottovuoto). Alcuni Stati, ad esempio San Marino e Vaticano, curano particolarmente le loro emissioni, attraverso monete coniate in quantità piuttosto limitate e vendute in folder particolari. Altri Stati inseriscono invece la moneta speciale nel folder annuale, insieme alla serie divisionale. La difficoltà per chi intraprende oggi questa collezione consiste nel recupero di tutti i pezzi precedenti, alcuni – pochi! – ormai quasi introvabili, o con prezzi piuttosto sostenuti. Ma ciò la renderà di certo più coinvolgente!
Curiosità. La Spagna ha celebrato i 400 anni del don Chisciotte di Cervantes, l’Italia i Giochi olimpici invernali di Torino 2006, San Marino ha onorato Cristoforo Colombo e Garibaldi, il Vaticano il 500mo anniversario dell’istituzione del Corpo delle Guardie Svizzere, San Paolo e l’80mo compleanno di Papa Benedetto XVI, Belgio e Portogallo il 60mo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo… I 2 € commemorativi emessi fino ad oggi sono 70. I più assidui nel coniarli sono stati finora Italia, Lussemburgo, Finlandia, San Marino e Vaticano, con una moneta l’anno. Due le emissioni celebrative collettive, nel 2007 da parte dei 13 Stati allora membri della zona euro per i 50’anni dalla firma dei Trattati di Roma, nel 2009 (16 Stati) per festeggiare il decennale dell’istituzione dell’unione economica e monetaria (EMU) e l’adozione dell’euro. Una serie di leggi speciali nazionali obbliga il Lussemburgo ad imprimere su ogni moneta coniata il volto del Granduca in carica. Nelle emissioni comuni, quindi, la versione lussemburghese presenta in aggiunta, rispetto alle altre, un ologramma che lo raffigura.
Monaco ha coniato una sola moneta commemorativa da 2 €, datata 2007, nel 25mo anniversario della morte della principessa Grace Kelly. 20.001 esemplari, rarissima e preziosa, un pezzo pressoché introvabile, che per gli appassionati sfiora oggi i 1000 € sul mercato numismatico. La Germania ha iniziato la serie di monete commemorative dei 16 Stati della Repubblica Federale di Germania nel 2006, e continuerà fino al 2021. I collezionisti devono acquistare ogni volta 5 monete, poiché sono 5 le zecche che coniano (Berlino, Monaco di Baviera, Stoccarda, Karlsruhe, Amburgo), ciascuna contraddistinta da una piccola lettera (A, D, F, G, J). Non resta quindi che augurare buona caccia ai collezionisti e agli appassionati di monete, per una raccolta davvero varia e avvincente!



