Iscrizione Periodicamente

Iscriviti subito a Periodicamente.it
È gratuito e ti occorreranno pochi secondi!

nuovo settimanale di approfondimento online leggi

Ultim’ora

Ads

Esteri

Frecce tricolori in Libia

La più famosa pattuglia dell’aeronautica italiana si è esibita oggi a Tripoli, nel segno di una nuova relazione tra Italia e Libia. La fumata è stata quella del tricolore, dopo la polemica nata dal desiderio dei libici che fosse solo verde.
di Francesco Mantica
1 settembre 2009 19:40

"Non ci alzeremo in volo se le Frecce tricolori non potranno stendere il fumo bianco rosso e verde". Il tenente colonnello Massimo Tannaro, comandante della pattuglia acrobatica delle frecce tricolori, era stato lapidario nel commentare la richiesta dei libici che la fumata fosse verde, colore della bandiera del proprio paese. D’altra parte, se è vero che grazie a Gheddafi l’Italia risolverà molti problemi energetici, è anche vero che non ci si può sempre piegare alle richieste del leader libico, che del resto era già stato ricevuto con tutti gli onori poco tempo fa a Roma.

"La Libia ritiene che oggi sia la propria Festa nazionale e vorrebbe avere solo il proprio colore", aveva spiegato l’ambasciatore italiano in Libia, Francesco Trupiano, "ma la bandiera della pattuglia acrobatica è quella, i punti sono chiarissimi e i nostri piloti stanno andando alla base e sono pronti al decollo". Decollo che in un primo momento era previsto intorno alle 16.20, poi è stato ritardato rispetto al programma.

Risolto duque il piccolo inconveniente diplomatico, l’esibizione è stata così il suggello della nuova amicizia tra due paesi un tempo in forte crisi diplomatica. Grazie al nuovo trattato di "amicizia, partenariato e cooperazione" l’Italia potrà entrare prepotentemente nello sfruttamento delle risorse energetiche libiche, e le imprese italiane che vorranno investire in Libia avranno la precedenza sulle altre. Inoltre i due paesi coopereranno nella lotta al terrorismo e all’immigrazione clandestina.

In cambio, oltre ai notevoli onori ricevuti nel nostro paese, Gheddafi ha ottenuto ciò che finalmente voleva: il finanziamento (5 miliardi di dollari in 25 anni, dollaro più dollaro meno) per la costruzione dell’autostrada litoranea che attraverserà la Libia da ovest a est e un notevole supporto militare, che, secondo lo stesso Gheddafi, impedirebbe alla Nato di utilizzare le basi italiane in caso di attacco alla Libia.

Non è dato capire se l’accordo risolverà tutti i problemi esistenti tra i due paesi. C’è però una cosa che fa ben sperare: per la prima volta Gheddafi non ha donato al premier italiano il vecchio e arrugginito moschetto 91 dei soldati italiani ma una camicia di lino bianco mentre il Cavaliere ha portato in dono all’ospite un calamaio d’argento a forma di leone con due penne con le quali è stato firmato l’accordo. Se son rose, fioriranno.

 

aggiungi a de.licio.us de.licio.us aggiungi a google bookmarksgoogle bookmarks aggiungi a ok/nook/no diggitdiggit stampa documentostampa invia documento invia
0 Commenti     Commenta l'articolo

Ads