Fuga dalle città d’arte
Una ricerca di Federturismo-Confindustria ha rilevato che anche questa estate il settore del turismo italiano sarà in calo. Soffriranno particolarmente, in termini di presenze, proprio le città ad interesse culturale come Roma, Firenze e Venezia. In forte diminuizione gli arrivi da Usa e Gran Bretagna.
di Danielantonio Di Palma 7 giugno 2009 18:57
ROMA - Fuga dalle città d’arte italiane. E’ Federturismo a stimare, dopo un 2008 negativo per il turismo italiano, l’ennesimo flop anche quest’anno. Soffriranno particolarmente, in termini di presenze, proprio le città ad interesse culturale. Il calo di arrivi dall’estero, secondo le rilevazioni effettuate, dovrebbe corrispondere a circa l`8%, mentre per quello che riguarda le presenze la flessione si attesta intorno al 6%. Dati non confortanti visto che il punto debole sono proprio le città d’arte, patrimonio culturale inestimabile e fiore all’occhiello del settore turistico italiano. Il calo maggiore riguarderà da vicino Gran Bretagna e Usa (tra il 10 e il 15%), in parte a causa dell’Euro, ormai nettamente più forte rispetto alle altre due monete e quindi meno vantaggioso.
Se per alcuni mercati lo scenario delineato dallo studio di Federturismo sembra negativo, dall’altro ci sono dati incoraggianti che arrivano da altre zone dell’Ue. “Situazione più stabile per quanto riguarda il turismo tedesco – ha dichiaratoDaniel John Winteler, presidente di Federturismo-Confindustria al Sole 24 ore – mentre abbiamo riscontri positivi per quanto riguarda i flussi dal Nord e soprattutto dall`Est Europa, ma i numeri sono ancora contenuti siamo lontani ancora dal peso dei tradizionali mercati, come Germania e Usa, e che alimentano i viaggi verso l`Italia. Certo sono segnali da seguire con estrema attenzione”.
Soffre anche il turismo nazionale, anche se in misura più contenuta. Il calo stimato è pari al 3,5% per quanto riguarda gli arrivi nelle località turistiche, accompagnato da una flessione delle presenze del 3,9%. Come già accennato, i maggiori segnali di sofferenza arrivano indubbiamente dalle città d`arte che peraltro hanno costituito finora il principale motivo di un viaggio in Italia per il turismo straniero, seguita dalle destinazioni balneari. Dallo studio dell`Aica, l`associazione delle catene alberghiere aderente a Federturismo-Confindustria, è emerso che il calo nelle principali città d’arte dovrebbe essere distribuito in questa maniera: Roma (-23,31), Firenze (-24,83), Venezia (-24,67) e Milano (-24,84).
“La valutazione sull`istituzione del ministero è senz`altro positiva – ha precisato Winteler al principale quotidiano economico - imprimerà indubbiamente un maggior coordinamento alle politiche sia verso le Regioni e sia verso gli altri ministeri, come quelli dei Beni culturali o delle infrastrutture, Indubbiamente ci vorrebbe una grande iniziativa per rilanciare il turismo nelle città d`arte. Positivo anche il piano da 1,6 miliardi per assicurare fondi agevolati da parte delle anche, anche se avvantaggia in particolare il settore alberghiero. sarebbe opportuno che si mettessero in campo strumenti utili a tutti gli operatori turistici”.
Ma il nodo della questione sembra essere la riorganizzazione dell’Enit, Agenzia Nazionale del Turismo, le modalità in cui vengono spesi 900 milioni di fondi per questo settore e, ultimo non per importanza, la massiccia presenza “politica” che scoraggia gli investimenti italiani, ma soprattutto quelli proveniente dall’estero. Passano gli anni e si allontanano i turisti dall’Italia, preferendo altre destinazioni. Ma se anche le città d’arte perdono visitatori, c’è da riflettere. Qui non si parla solo di un settore economico nazionale, si tratta di secoli di storia, arte e cultura. Si tratta di un patrimonio invidiabile, e come tale andrebbe tutelato.



