Grandi artisti per costruire un futuro migliore
A Breve l’inaugurazione della collettiva di beneficenza organizzata a Torino da Openland Onlus. Molti gli artisti famosi che hanno donato le loro opere per l’asta, il cui ricavato servirà a costruire un centro di protesi in Tanzania.
di Danielantonio Di Palma 3 settembre 2009 10:12
TORINO - L’arte non è solo un elemento astratto per allietare i sensi dell’uomo, ma può essere un veicolo capace di creare qualcosa di concreto per chi ne ha davvero bisogno. Partendo da questo principio, l’Associazione Openland Onlus sta in questi giorni promuovendo una collettiva di arte contemporanea, con annessa asta di beneficenza, che si svolgerà a Torino il 22 settembre. Numerosi gli artisti di fama che hanno concesso a titolo gratuito le loro opere per questa importante iniziativa. Tra questi Mainolfi, Fissore, Sambuy, Bisacco, Grassino, Cascella, Espinosa, Mirabel, De Moraes, Lalonde, Ferrari; artisti africani come Ndudzo e Mazebedi e molti altri nomi della scena internazionale dell’arte contemporanea.
Le opere saranno esposte presso la Galleria D’Arte Contemporanea Allegretti in via San Francesco d’Assisi 14 a Torino a partire dal 15 settembre. Il ricavato dell’evento, che vanta numerosi patrocini importanti, sarà interamente investito per la realizzazione del “Progetto Kituo”, attraverso il quale Openland (con la collaborazione di quattro altre Onlus, tra cui l’Associazione Internazionale Regina Elena) ha l’obiettivo di realizzare un’officina di protesi ortopediche presso il centro di riabilitazione per bambini disabili Kituo, a Mlali, in Tanzania.
La Tanzania è un paese poverissimo, con un reddito pro capite annuo di circa 220 dollari appena. In situazioni di così grande povertà, anche la quotidianità può diventare difficile da affrontare. Openland Onlus, guidata dal suo presidente Christian Ravsbaek Bianconi, vuole garantire a questa popolazione l’accesso a cure protesiche adeguate, per migliorare la qualità della vita di coloro che hanno già dovuto subire il trauma di una menomazione fisica. “Ho dato vita ad Openland Onlus – spiega il presidente Christian Revsbaek Bianconi – in seguito ad un doloroso percorso personale che, passando attraverso la tragica esperienza della perdita di due arti in un incidente, mi ha fatto maturare la volontà di agire nei confronti di chi si trova in una situazione simile, ma non può permettersi protesi adeguate”.
L’aiuto che Openland intende fornire non è di tipo meramente assistenziale, ma ha l’ambizione di avviare un meccanismo capace di reggersi da sé, coinvolgendo gli stessi africani nella gestione e nello sviluppo dei progetti. Il radicamento e l’integrazione all’interno del territorio delle opere di soccorso necessarie a rendere migliore la vita delle popolazioni in difficoltà sono le prerogative principali dell’Associazione, che intende così trasmettere ed infondere dei valori positivi reali sia nella gente a cui gli aiuti sono dedicati, sia in chi contribuisce e renderli concreti. Proprio per questo motivo, ad un anno dalla fondazione di Openland, è stata organizzata l’asta di beneficenza, che mette insieme la capacità dell’arte di suscitare sentimenti profondi all’altruismo del progetto Kituo, utile quanto necessario per la gente di Mlali e del resto della Tanzania.
Insieme all’asta di beneficenza, l’associazione Openland ha inoltre promosso il premio “Hand on art”, dedicato ai giovani artisti che, grazie alla loro capacità espressiva, rivestono un ruolo fondamentale per la costruzione di un futuro migliore. Ciò che vuole dimostrare l’Associazione Openland Onlus è che fare del bene per il prossimo è sempre ammirevole e positivo, ma solo con un progetto ben organizzato e lungimirante un aiuto può diventare davvero utile.



