Groenlandia: indipendentisti vincono alle urne
Il partito indipendentista di estrema sinistra Inuit Ataqatigiit (IA) ha riportato una schiacciante vittoria storica nelle elezioni legislative in Groenlandia, battendo i socialdemocratici di Siumut al potere da 30 anni, colpiti da numerosi scandali.
di Laura de Bonfils 3 giugno 2009 17:05
Nel resto d’Europa la sinistra esce sconfitta, ma nella Kalaallit Nunaat, la “Terra dell’ Uomo” o Groenlandia, meno di 60 mila abitanti e un poco più di 30 mila elettori: trionfano gli eschimesi “rossi”. E così la Groenlandia vira a sinistra. Nelle elezioni anticipate il partito al potere da 30 anni, il Siumut (“Avanti!” in lingua eschimese), è stato duramente sconfitto dall’ I.A., come tutti lo chiamano, cioè l’ Inuit Ataqatigiit o Comunità dell’ Uomo, fronte degli eschimesi Inuit, che le agenzie di stampa straniere etichettano come “indipendentista di sinistra”. Dal 1979 quando l’isola divenne una regione della Danimarca a statuto autonomo il Siumut era sempre stato al potere. Le elezioni che si sono tenute il 2 giugno sono state un trionfo per Kuupik Kleist, scelto come leader di IA solo due anni fa. Il suo partito ha conquistato il 43 per cento dei voti e Kleist ha detto di voler lavorare per formare un governo di coalizione da cui venga in ogni caso escluso il Siumut. Ha annunciato, inoltre, che guiderà l’isola verso l’indipendenza dalla Danimarca, nonostante già dal 21 giugno, il Paese godrà di una quasi-sovranità, approvata in un referendum. Le elezioni anticipate, infatti, erano state indette a novembre, dal Primo Ministro Hans Enoksen, dopo che la Groenlandia aveva approvato di dare al suo governo maggiori poteri, lasciando alla Danimarca la sovranità solo in materia di difesa e relazioni internazionali.
I risultati
Per il partito uscente è stata una solenne batosta: 43,7% di voti all’ IA - con una punta del 51,5% nella minicapitale Nuuk - e appena 26,7% al Siumut, che è nominalmente un partito socialdemocratico ma in realtà raccoglie elementi del centrodestra. L’IA con il 43,7 %, in rialzo del 21,3 per cento rispetto alle ultime elezioni del 2005, è diventato quindi il primo partito del Landsting, il parlamento locale, di questo territorio semi-autonomo danese nell’Atlantico settentrionale. Mentre il Siumut, ha perso il 3,9 per cento. Il partito liberale Atassut, membro della coalizione uscente con Siumut, ha perso circa la metà dei suoi voti, ottenendo il 10,9 per cento (-8,1 per cento). I Democratici (opposizione) hanno perso il 9,8 per cento dei voti, scendendo al 12,7 per cento.
La caduta di Motzfeldt
Sembra come se il Siumut abbia perso governo e seggi dalla sera alla mattina, in realtà i risultati elettorali sono stati determinati da una serie di scandali amministrativi che hanno coinvolto il partito uscente. Voci di bustarelle, e soprattutto la caduta del leader, Jonathan Motzfeldt, pastore luterano e fondatore del partito, 67 anni di cui 38 anni trascorsi in Parlamento. Dal 1971 era stato sempre eletto, sempre osannato: ma questa volta ha preso 91 voti, 429 in meno di 4 anni fa, e non tornerà nemmeno in parlamento come onorevole.
Il primo scandalo che ha fatto tremare la sua posizione è stato nel 2007 quando una signora lo ha accusato di molestie costringendolo a dimettersi da presidente del Parlamento, nonostante abbia negato tutte le accuse. Poi, successivamente è stato accusato di corruzione. Ed infine, 20 giorni fa, l’ ultimo episodio, che ha lasciato allibiti anche i più fedeli sostenitori. Motzfeldt, secondo il racconto dei testimoni, prima di salire a bordo con altri deputati di un elicottero della compagnia “Air Groenlandia”, per partire per un giro della campagna elettorale, aveva alzato il gomito. E Quando il pilota ha fatto qualche obiezione ha strillato: “Toglietevi di mezzo, sono il re della Groenlandia”. Tutti questi incidenti hanno rovinato la sua reputazione facendo si che non venisse rieletto e che non possa prendere parte alla tanto attesa festa nazionale fissata nel solstizio d’ estate: dal prossimo 21 giugno, infatti, la Groenlandia godrà di quella quasi-sovranità per la quale politici come lui hanno tanto lottato. Prima che arrivasse la IA.



