I salti del Grillo
Dal V-day di Bologna ad oggi il fermento nato dalle idee promosse da Beppe Grillo nel suo blog ha fatto proseliti ed aumentato notevolmente la sua presenza nella società. Un’analisi dell’evoluzione di un movimento socio-politico con cui la classe politica non può non confrontarsi.
di Giovanni Fusilli 4 settembre 2009 11:45
Tutto cambia. L’evoluzione è necessaria alla sopravvivenza, e la crescita è un arricchimento. L’inconveniente in agguato è la perdita di una certa purezza, mai recuperabile. Ciò vale per quasi tutto, per le persone, per le idee, per le società, per la politica. E’ di tempi molto recenti in Italia il movimento sociopolitico che ha creato una gran baraonda, raccogliendo il malcontento e urlando la voglia di un ritorno ad una politica più pura: il movimento dei Grillini, nato con il V-day di Bologna l’8 settembre 2007, promosso e guidato da Beppe Grillo. Quel giorno la politica italiana si è sentita travolta da un treno in corsa, treno che non si è più fermato, ma anzi, magari con meno clamore, ha proseguito nel tempo il suo cammino per tutta la penisola, isole comprese. Dopo più di due anni dal quell’8 settembre è interessante domandarsi cosa sia diventato questo movimento spontaneo di cittadini informatizzati, e cosa potrà diventare in futuro. Nel corso del tempo abbiamo assistito a diversi episodi della cronaca politica nazionale che hanno coinvolto Grillo in prima persona o le liste civiche “5 stelle” che hanno preso vita dai numerosissimi gruppi organizzati chiamati meetup, nati su proposta del comico genovese, e ad oggi la connotazione politica di questo movimento appare più che mai marcata.
In diversi comuni italiani sono presenti consiglieri provenienti dalle liste civiche eletti dalla cittadinanza, sono in fase di preparazione liste per le elezioni regionali, e lo stesso Grillo ha annunciato la costituzione di un vero e proprio movimento politico, che si presenterà alle prossime elezioni politiche, probabilmente alleato con l’Italia dei Valori di Di Pietro, figura istituzionale sempre più vicina ai Grillini. Inoltre Beppe Grillo, nel mese di Luglio 2009, ha provocatoriamente annunciato la sua intenzione di candidarsi per la presidenza del Pd, episodio che ha immediatamente provocato reazioni agguerrite da parte degli esponenti di spicco del partito, e concluso con la non accettazione della registrazione del comico al Pd in quanto “ispirato ad un movimento politico ostile al partito”. Insomma, le affermazioni iniziali del comico, il quale asseriva che mai questo movimento si sarebbe trasformato in un partito e che egli stesso non avrebbe mai preso parte attiva in politica, sono state a volte disattese, anche se è sempre rimasto al centro di ogni iniziativa il baluardo della democrazia diretta e della politica a partire dal basso: decisioni ed iniziative che partono dalla popolazione e che sono sempre e comunque poste al vaglio di una cittadinanza attiva ed informata.
Osservando il tutto più da vicino, e facendo un po’ di confronti all’interno dei siti dei meetup quello che si avverte è una sorta di sdoppiamento all’interno del movimento grillista: anzitutto sembra effettivamente venire meno il concetto di assenza di guida o di strategia. Al di là della figura di Beppe Grillo, che comunque non può essere definito vero e proprio leader di questo movimento, si ha l’impressione di una effettiva strategia di medio-lungo periodo alla base di alcune decisioni e azioni intraprese dal movimento, volto a diventare effettivamente una forza alternativa all’interno dello schieramento partitico attuale, a discapito di un sovvertimento totale di istituzioni politiche sclerotizzate e destinate a decedere in breve tempo, come proclamato ai tempi dei V-day. Ancor più, spesso sembrano farsi strada all’interno del movimento le stesse dinamiche della “vecchia politica”. A fronte di una maggioranza di partecipanti ai meetup che continuano a fare un’opera di monitoraggio ed informazione sulle attività all’interno delle amministrazione comunali e di iniziative per una responsabilizzazione e migliore condivisione delle possibilità del territorio si contrappone una minoranza che può ricordare una “segreteria” le cui decisioni vengono meno a volte ai criteri di trasparenza e di politica dal basso.
Alcuni esempi sono l’incontro di fine giugno avvenuto a Milano durante il primo incontro nazionale delle liste civiche a 5 stelle, avvenuto a porte chiuse, e senza alcun tipo di registrazione, a discapito di una perennemente ostentata pretesa di limpidezza; o ancora l’evento di presentazione della lista civica della città di Firenze, durante il quale su più di due ore totali, per le quali la lista civica aveva preparato la propria presentazione per proporre i candidati, le idee e le iniziative, solo mezz’ora è stata dedicata alla presentazione del candidato a sindaco, mentre tutto il restante tempo è stato utilizzato da Beppe Grillo, il quale ha dato la parola a esperti su tematiche ambientali e ai candidati alle elezioni europee che il comico conduceva con sé durante le presentazioni delle liste civiche. Cosa riserverà il futuro? Forse l’ennesimo partito politico.



