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Sport

Il campo da golf dei canguri

Australia. In mezzo a paesaggi sterminati, scogliere, dirupi e deserti, si erge un campo da golf sterminato: é il ’Nullarbor Links 18 holes’, un green selvaggio, all’estremo limite del mondo, lungo come un’intera nazione.
di Francesco Mantica
27 febbraio 2010 18:37

Un deserto. Un’autostrada. Piccoli paesini di allevatori di pecore. Il mare, scogliere, dirupi. In mezzo a tutto questo, 18 buche. Per oltre mille chilometri, più o meno la lunghezza del territorio italiano. Cari appassionati di golf, questo non è un bluff. Avete di fronte a voi una intera Italia su cui giocare, un green di dimensioni smisurate, bellissimo e selvaggio: è Il Nullarbor Links 18 holes, meglio conosciuto come “il campo da golf più lungo del mondo”.

Il campo, inaugurato il 22 ottobre di quest’anno, è composto da 18 buche e si dipana su 1.365 km attraverso il deserto di Nullarbor, a sud del paese dei canguri, in una delle zone più selvagge ed incontaminate. Il Nullarbor Links 18 holes si snoda sulla Eyre Highway, l’autostrada che collega la parte meridionale dell’Australia, con la prima buca a Kalgoorlie, nell’Australia occidentale, e le altre in paesini e allevamenti di pecore lungo l’autostrada, fino ad arrivare a Ceduna, isolato paese che si trova sulla costa a sud est.

Per spostarsi da una buca all’altra non si può andare né con le classiche macchinine elettriche né tanto meno a piedi, ma si deve prendere la macchina ed affrontare un viaggio della durata variabile dai 45 minuti alle 3 ore. Il percorso intero si completa in circa 4 giorni, durante i quali i giocatori potranno ammirare l’Australia selvaggia, costituita da interminabili distese desertiche popolate da canguri, dagli emù ed da altri animali tipici delle zone interne australiane. Oltre alle meraviglie paesaggistiche, non mancano le note curiose: peculiare, ad esempio, é il fatto che una buca sia piazzata addirittura in un allevamento di pecore sperduto nel nulla. Alf Caputo, a capo del progetto, parlando di numeri ha ammesso che il campo é costato circa 680.000 dollari, 200.000 dei quali saranno stanziati dal ministero del turismo australiano.

La realizzazione del campo è, infatti, un’idea del Ministero per pubblicizzare le bellezze del paesaggio australiano, che si aggiunge alle ultime, recenti operazioni di valorizzazione del territorio. Tutti ricorderanno, ad esempio, l’offerta per un posto di guardiano delle barriere coralline in un’isola deserta, con il server del sito dedicato all’offerta di lavoro letteralmente collassato in pochi giorni e l’attenzione di giornali e televisioni di tutto il pianeta. Adesso è la volta del deserto di Nullarbor, una imponente struttura creata per dare impulso al mercato del turismo regionale e alla sua economia.

Ovviamente non é solo il vile denaro a fare da motore all’operazione, ma anche una più ampia strategia di valorizzazione del golf sul territorio, sposandolo con quanto di meglio l’Australia ha da offrire: forse non una lunga storia, non dei monumenti, non una tradizione d’arte e di cultura pari a quella europea, ma al contrario quanto di più semplice e bello ci sia al mondo: una natura incontaminata. Il progetto nasce infatti con lo scopo di coniugare golf e natura, permettendo al golfista di osservare la bellezza dell’Australia più selvaggia. Un’esperienza davvero unica.

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