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Sport

La calda estate della Pennetta

Continua il momento magico della tennista italiana. Dopo aver fatto il suo ingresso tra le prime dieci al mondo, la marcia della brindisina appare inarrestabile anche agli Us Open. Ma le insidie sono sempre dietro l’angolo.
di Alessandro Addesa
7 settembre 2009 16:59

Sotto il sole d’agosto  Flavia Pennetta, vive finalmente la stagione della consacrazione. Dopo i numerosi alti e bassi che ne hanno caratterizzato la carriera, la 27enne brindisina entra nella storia del tennis azzurro: è la prima donna ad entrare nella top-ten del ranking Wta. Un piccolo raggio di sole che illumina le tenebre in cui è piombato il nostro movimento nell’ultimo trentennio. Infatti è dal 1979 con Corrado Barazzutti, che un giocatore italiano non occupava una posizione così alta in classifica. Migliorata nel servizio e nel diritto lungo, la Pennetta ha compiuto il grande salto grazie alla striscia vincente di 15 partite collezionate durante i tornei estivi. Una serie culminata con i successi di Palermo e Los Angeles ( prima azzurra a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro del torneo californiano) ma soprattutto sono cadute sotto i suoi colpi Petrova, Sharapova, Venus Williams e Zvonareva, tutte giocatrici di grandissimo talento. Con il gioco e i risultati ritrovati, la brindisina ha dato prova della sua effettiva maturazione nei primi due turni dell’Us Open prima sconfiggendo facilmente 6-0 6-4 la rumena Edina Gallovits e poi liquidando in cinquanta minuti con un doppio 6-0 l’indiana Sania Mirza.

Ciclo terribile

A partire dall’Us Open in corso e per i prossimi due mesi la Pennetta tenterà di difendere la sua posizione con le unghie e con i denti. Il vantaggio di soli 150 punti sulla più immediata inseguitrice, la Ivanovic non è un margine molto rassicurante per mantenere i privilegi che una top-ten beneficia nel corso di un torneo (testa di serie nel tabellone, la possibilità di essere esentata dal primo turno e avversari più facili). Ma perché la tennista brindisina rischia di perdere la sua posizione?. Il Sony Ericsson WTA Tour ranking system è un sistema cumulativo a rotazione di punti che si basa sulle 52 settimane e sui 16 migliori risultati stagionali ottenuti dalle atlete secondo una tabella predefinita: i quattro tornei del “Grande Slam”, i quattro tornei obbligatori (Indian Wells, Miami, Madrid e Pechino) detti anche “Premier Mandatory” e otto tornei “Premier”.

I punti ranking sono composti da una parte fissa relativa ai risultati della stagione in corso e da una parte variabile relativa all’anno precedente. Quando al termine di ogni settimana viene stilata la classifica, le tenniste hanno dei punti in “scadenza” determinati dal piazzamento ottenuto nel torneo della stagione precedente. Punti che vengono sostituiti da quelli conquistati al termine della nuova competizione. E per questo gioco di “saldi” la strada della Pennetta è in salita fino alla fine del 2009. Sul cemento di Flushing Meadows la brindisina dovrà confermare i 500 punti conquistati con i quarti di finale nel 2008 mentre la serba uscita al secondo turno , ne dovrà difendere soltanto 120. Un ciclo terribile che continuerà anche nei prossimi mesi perché entrano in gioco i punti conquistati con le ottime prestazioni nei tornei di Bali, Mosca e Linz dove aveva raggiunto i quarti di finale e in quello di Zurigo, perso all’ultimo atto contro Venus Williams.

Dalla Spagna con furore

Anche se è entrata prepotentemente nella storia del tennis azzurro, la Pennetta rappresenta l’esempio vivente della carenza di strutture all’avanguardia nel nostro paese. Per raggiungere questi livelli, la 27enne brindisina si è trasferita nell’accademia di Gabriel Urpi a Barcellona. In questi ultimi tempi il tennis femminile spagnolo si è ripreso dopo il periodo nero coinciso con il ritiro dall’attività agonistica della Sanchez e di Conchita Martinez. Sotto la guida dell’ex terraiolo Gabriel Urpi, la Pennetta ha curato particolarmente la forza e la resistenza, in modo da contrastare la scuola slava e americana, storicamente più potenti. Ma anche altre italiane hanno scelto con ottimi risultati la via spagnola. Sara Errani, si allena a Valencia ed è progredita fino alla 31esima posizione mentre Francesca Schiavone è ritornata nelle migliori trenta dopo il divorzio dal suo primo tecnico Carlo Polidori.

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