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Esteri

La vittoria di Angela Merkel

Il 27 Settembre il popolo tedesco si è recato alle urne in occasione delle elezioni federali. Dal verdetto è emerso il trionfo del Cancelliere in carica Angela Merkel e l’avvio di una nuova alleanza di governo con i liberali da parte dell’Unione Cristiano Democratica (CDU/CSU).
di Ilaria Parogni
13 ottobre 2009 12:45

L’esito delle elezioni al Bundenstag, il Parlamento federale tedesco, non è mai stato così incerto come nel contesto di quelle che hanno avuto luogo in Germania il 27 Settembre. La crisi economica e il malcontento per la continuata partecipazione alla guerra in Afghanistan hanno creato dubbi tra i votanti e sconvolto totalmente i pronostici su i risultati elettorali. Eppure, osservando l’andamento generale di altre elezioni politiche in Europa, non ci si dovrebbe meravigliare troppo. La vittoria della destra moderata su una sinistra confusa, maldestra e disunita è una storia che si ripete sempre più spesso, come le elezioni europee svoltesi a Giugno hanno dimostrato. Dando la palma della vittoria all’Unione Cristiano Democratica (CDU/CSU) guidata dalla Merkel con il 33,5%, la popolazione tedesca ha confermato tale regola.

L’Unione Cristiano-Sociale in Baviera (CSU), che si è presentata in associazione con il CDU, va ricordato, ha subito pesanti perdite. La maggior parte dei voti persi, tuttavia, si è limitata a migrare verso altri partiti di destra, tra i quali il Partito Liberale Democratico (FDP). Quest’ultimo ha addirittura ottenuto la più alta percentuale di voti di sempre (15%). In tal modo, con un totale di 332 su 598 seggi per il centro-destra, la Merkel ha avuto modo di rompere la grande coalizione con lo SPD formata nel 2005 e avviarne una nuova con il FDP. Grande è stata la delusione a sinistra, soprattutto dopo che il candidato SPD alla Cancelleria (nonché ex vice-Cancelliere) Frank-Walter Steinmeier aveva promesso di combattere fino all’ultimo momento per la vittoria, probabilmente rincuorato dalla notizia che, a pochi giorni dalle elezioni, il 26% della popolazione votante ancora non era in grado di esprimere una preferenza tra i vari partiti. Tempo di dire addio alla gloriosa sinistra tedesca? Certamente no. Sebbene lo SPD abbia ottenuto solo il 23% dei voti, la percentuale persa è stata in gran parte guadagnata da altri partiti di sinistra. Il Partito della Sinistra (Die Linke) e i Verdi hanno ottenuto, infatti, uno strepitoso successo, guadagnando rispettivamente il 12% e 11% dei voti. Dando uno sguardo alla situazione generale ci si rende conto che, nonostante la vittoria del centro-destra sia indiscutibile, non è poi così marcata. La somma dei voti ottenuti dai partiti di sinistra, infatti, ammonta a 45.6%, contro il 48.4% della destra.

La situazione risulta essere estremamente bilanciata, ma al contempo offre una riflessione sulla vera vincitrice delle elezioni: Angela Merkel. Il Cancelliere tedesco è l’unica persona che sembra in grado di mantenere il suo successo inalterato, con altissimi indici d’approvazione. In molti non riescono a spiegarsi come sia possibile che l’ex chimico della Berlino dell’Est, che ha sempre mantenuto un basso profilo e non è certo nota per le sue doti di leader carismatico, riesca a rimanere un punto fermo nel panorama politico tedesco. La sua capacità camaleontica di reinventarsi a seconda dell’evenienza senza assumere delle linee ideologiche precise gioca decisamente a suo favore. E’ proprio questo che le ha permesso di fare appello alla grande maggioranza della popolazione. La promessa di mantenere fede a quei principi, come la difesa dell’economia sociale di mercato, che erano stati introdotti dalla presenza socialista nella grande coalizione, ha sicuramente contribuito a fare delle Merkel l’eroina di queste ultime elezioni. In questa maniera la Germania si allinea con il resto d’Europa e incorona i conservatori. Francia, Italia, Svezia, Danimarca e Paesi Bassi sono ora in buona compagnia. Chi sarà il prossimo a conformarsi a tale trend? C’è già chi punta sulla Gran Bretagna.

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