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Cronaca

Medicina e test d’ingresso: quando a sbagliare non è lo studente

Caos Università: su 80 domande del test di ammissione di Medicina, 2 erano sbagliate. Mentre c’è il sospetto che qualcuno abbia violato i plichi in alcuni atenei del sud Italia: i risultati di Catanzaro non ancora pubblici. Il questionario / le graduatorie / intervista a Mussi, da La Repubblica
di Danielantonio Di Palma
10 settembre 2007 13:36

Chissà cosa avranno pensato i 70 mila studenti che hanno effettuato il test d’ingresso di Medicina dopo aver letto i quesiti 71 e 79. Due domande errate sulle 80 previste: la prima, su cinque risposte a disposizione, ne aveva più di una possibile; la secondo aveva tutte le cinque opzioni sbagliate. La cosa più grave è che la domanda numero 71 (quello sull’aereo che viaggia a 800 chilometri all’ora), era stata inserita nella selezione del 2005. Allora la domanda figurava al numero 65 e anche questa aveva più di una risposta esatta da scegliere. Non appena è stata diffusa la notizia dallo stesso ministero dell’Università e della Ricerca, sono partite le proteste da parte degli studenti. C’è chi pretende spiegazioni e grida allo scandalo, chi reclama l’annullamento della prova perché ha perso molto tempo per rispondere alle due domande errate e chi dopo mesi di studio rischia di essere scartato (o è già stato scartato) per colpa di una grave disattenzione.

Ma il caos non si limita solo al contenuto del questionario. Infatti a gettare fango sulla situazione attuale sono “ i numeri sospetti” dei risultati in alcuni Atenei d’Italia. C’è il forte dubbio che al sud Italia le procedure per le selezioni siano state meno rigorose e in alcuni casi bypassate. I primi 44 studenti della graduatoria dell’Università di Messina, stando ai numeri del test resi pubblici dal Ministero dell’Università, sono risultati essere più bravi e preparati del migliore candidato a Siena. A Bari ci sono 7 studenti con voti altissimi che superano il migliore tra i candidati de La Sapienza di Roma. Anche a Bologna c’è il sospetto che qualcosa sia andato storto: tra i candidati al test c’erano decine di ultra quarantenni, forse genitori, che potrebbero aver aiutato i figli a superare il questionario. “Dulcis in fundo” Catanzaro. Nell’ateneo calabrese qualcuno avrebbe addirittura “violato” i plichi inviati dal ministero, così da costringere il rettore dell’università Magna Grecia, Saverio Costanzo, a chiamare il procuratore della Repubblica e il ministro Fabio Mussi. I risultati sono stati momentaneamente sospesi in attesa di prendere delle decisioni in merito. Infatti sul sito del Miur sono state pubblicate le graduatorie divise per città, ma quella di Catanzaro non si può visualizzare poiché sospesa precauzionalmente. Si parla di possibile annullamento della prova, ma non è ancora stata ufficializzata la decisione.

Qualcosa cambierà, parola di Mussi.

Il ministro Mussi, intervistato da Repubblica, ha cercato di chiarire alcuni punti della vicenda. Innanzitutto ha precisato che durante questa settimana partiranno le indagini su tutti gli atenei prima di effettuare una scelta definitiva. Il ministro ha precisato che “gli studenti che protestano hanno molteplici ragioni”. Infatti ci sono dei casi in cui, non esclude, che “le prove d’esame possano essere annullate". Sulla questione delle due domande errate presenti nel questionario, Mussi sta effettuando accertamenti e responsabilità, perché “ci sono state imperdonabili trascuratezze. Insomma, errori imperdonabili". Per quello che riguarda il sistema attuale di selezione dei candidati, già dallo scorso luglio, nel decreto elaborato con il Ministro dell’Istruzione Fioroni, si stabiliva che dal prossimo anno accademico, 25 punti nei concorsi saranno assegnati sulla base dei risultati degli ultimi 3 anni di liceo e del voto di maturità. “Si tratta di punti sottratti alla pura lotteria dei quiz". Per quello che concerne “il numero chiuso” nell’Università, Mussi a Marzo ha inviato una lettera ai rettori invitando a limitarli il più possibile, “perché l’Italia ha bisogno di più studenti: il tutto modificando le normative vigenti e assegnando (da parte delle istituzioni) più risorse agli Atenei”.

Le reazioni dal mondo della politica.

Sono previste due interrogazioni parlamentari. Una sarà presentata dal capogruppo dei Verdi nella Commissione Sanità e Affari sociali della Camera dei Deputati, Tommaso Pellegrino, per fare chiarezza sulla situazione. L’altra interrogazione arriverà da parte del parlamentare dell’Udeur, Pasquale Giuditta, che ha qualificato la vicenda come “scandalosa”. Alleanza Nazionale punta il dito contro Mussi e i suoi collaboratori, chiedendo le dimissioni del Ministro.

La parola agli studenti.

Studenti e associazioni sono indignati per l’accaduto e hanno pubblicamente annunciato ricorsi per chiedere che la prova venga ufficialmente annullata, e hanno richiesto le dimissioni di Mussi. L’Unione degli universitari (Udu), associazione che lotta per l’abolizione del test per accedere alle facoltà universitarie, ha dichiarato che la prova va ripetuta e annullata, proprio come si verifica per i concorsi pubblici soggetti ad irregolarità. L’Udu sta organizzando e promuovendo un’azione collettiva, tramite la raccolta di adesione di migliaia di studenti, al fine di invalidare la selezione del 4 settembre. Nelle ultime ore - come si legge sul sito - renderà note le modalità e i tempi per poter aderire all’azione collettiva.

Su internet ci sono molti blog, siti internet e forum di discussione nei quali si evince la rabbia degli studenti: si va da proposte bizzarre, a serie riflessioni su problemi quali le "raccomandazioni per accedere all’Università" e il numero chiuso, fino ad arrivare alla storia delle 2 domande sbagliate. E dopo le polemiche degli esami di maturità dello scorso Giugno, con la traccia di Dante sbagliata, questa vicenda contribuisce ad aggravare la situazione dell’attuale sistema dell’istruzione in italiano. Ci si domanda di chi siano le colpe e se il sistema non debba essere riformato del tutto o almeno “corretto” per alcuni aspetti. E ora si attendono le decisioni da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca.

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