Mondiali di baseball: vincono gli Usa, ma l’Italia si fa onore
La rassegna iridata si é conclusa a Nettuno, sul litorale romano, il 27 settembre. Sul campo a vincere sono stati gli USA, ma il vero protagonista del torneo, per sforzo, impegno e intensità, è stato il paese organizzatore: l’Italia.
di Francesco Mantica 27 settembre 2009 19:01
Alla fine, a sollevare la coppa sono stati gli Stati Uniti, contro la grande rivale Cuba. La Coppa del Mondo, 36 centimetri per 5 kg di oro massiccio, è stata consegnata a Nettuno, vicino Roma, alla squadra che l’ha meritato di più, anche se si deve rendere onore ai degni rivali. E’ stata una partita lunga, emozionante, ma soprattutto carica di significati, un match che ha messo di fronte due nazioni rivali in tutto: nella politica, nell’economia, e anche nello sport, dove le battaglie sono forse più cruente ma di sicuro lasciano meno strascichi. Era la sfida attesa da tutti, e puntuale é arrivata. Le due super potenze del baseball si sono affrontate a viso aperto, ma come era logico una sola ha prevalso. Ed é così che la squadra statunitense ha superato i caraibici, al termine di una gara spettacolare. Per gli Usa è il secondo oro iridato consecutivo.
E l’Italia? Il nostro paese, che di certo non può competere con dei colossi del calibro di USA e Cuba, é stata eliminata alla seconda fase, dopo una bruciante sconfitta contro il Canada, che poi avrebbe ottenuto la medaglia di bronzo. La nazionale italiana priva dei quattro "americani" in squadra - bloccati dai club professionistici - non ha potuto resistere ai livelli di un campionato del mondo cresciuto ancora. Abbiamo perso con una squadra di tradizione come la Taipei cinese, ma anche contro il Messico e la giovane Australia. Siamo risorti con un Giappone infittito di seconde schiere, i giocatori delle leghe industriali, ma il Canada ha chiuso definitivamente ogni velleità.
Se da un punto sportivo i risultati non sono stati i migliori possibili, é però dal punto di vista organizzativo che si sono riscontrati i maggiori successi. Era una scommessa difficile, perché molti impianti erano da mettere a norma, perché il baseball non è di certo uno degli sport più seguiti in Italia, perché, se l’evento nel nostro paese non è paragonabile a dei Mondiali di calcio, per altri paesi, come proprio gli Stati Uniti e Cuba, é lo sport nazionale. E quindi le aspettative sono massime. E sebbene altissime, tali aspettative sono state ampiamente soddisfatte, non solo perché la manifestazione si é svolta con un ampio seguito di pubblico e senza imprevisti, ma anche perché, attorno ad essa, é stato creato qualcosa di più.
Come ha spiegato in un’intervista all’agenzia Adnkronos Andrea Abodi, direttore Generale del Comitato Organizzatore italiano dei mondiali di Baseball 2009, "Per realizzare al meglio l’evento abbiamo articolato cinque progetti speciali attorno a questa iniziativa". Anzitutto la diplomazia: sono stati riuniti 20 ambasciatori, da Cuba al Giappone, sotto il coordinamento del ministro degli Esteri Franco Frattini. Come dire: un tavolo di dialogo che parte dal campo di baseball". In secondo luogo c’è stata una forte attenzione per l’ambiente: ogni Paese che ha ospitato le gare si e’ impegnato nel progetto ’Green Event’, assicurando l’ecocompatibilita’ dell’evento, attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili, ma anche con la consumazione di alimenti biologici. Il terzo punto è stato valorizzare e promuovere la tipicita’ dei territori, con mirati percorsi enogastronomici. C’è poi stata una forte attenzione per l’arte: puntando sul fatto che il campo di baseball e’ chiamato ’diamante’, sono stati organizzati eventi espositivi sul tema. Infine, e’ il quinto punto, la cinematografia. Con i miti del baseball in video per avvicinare il grande pubblico a questo sport.
Sono stati mondiali che hanno richiesto un grande sforzo non solo da parte del Comitato Organizzatore, ma anche per quelle città che hanno dato la disponibilità ad ospitare le partite: la fase finale dell’evento ha interessato volontari, comitati organizzatori locali e le amministrazioni di tantissimi comuni, che hanno dimostrato voglia di mettersi in gioco e di investire risorse in questo Mondiale. Con una menzione speciale per la città di Torino, che ha speso circa 200mila euro per rifare il complesso sportivo e esaudire tutte le richieste fatte dalla Federazione Internazionale, i tecnici della quale, americani, si sono mostrati particolarmente esigenti ma alla fine hanno ammesso di trovarsi di fronte ad uno dei campi migliori in Italia. "Le amministrazioni- ha dichiarato Mauro Miccio, presidente del Comitato Organizzatore - hanno speso quasi 20 milioni di euro per ristrutturare gli stadi e questa sara’ una grande eredita’ che il nostro Mondiale lascera’ all’Italia".



