Iscrizione Periodicamente

Iscriviti subito a Periodicamente.it
È gratuito e ti occorreranno pochi secondi!

nuovo settimanale di approfondimento online leggi

Politica

Sesso,bugie e videotape

Il caso Marrazzo ha incendiato il mondo della politica, dell’Arma dei carabinieri e delle testate giornalistiche. Una sintesi dello scandalo dagli innumerevoli retroscena.
di Giovanni Fusilli
8 novembre 2009 19:01

Certi avvenimenti segnano lo spartiacque tra lo stupore e l’indifferenza. Probabilmente questa sarà l’ultima volta che una notizia del genere ci lascia così esterrefatti, ed il prossimo episodio sarà accolto con un “tanto si sa che è così”. Il caso Marrazzo. Il volto pulito della politica italiana, l’ex paladino del cittadino medio, coinvolto in una vicenda che odora di potere, di soldi, di affari sporchi; vicenda esplosa come una bomba alla fine di ottobre, la cui onda d’urto non accenna a diminuire. E’ stato raccontato di tutto e di più, aumentano ogni giorno i personaggi coinvolti, e l’episodio singolo si estende a macchia d’olio tra il mondo della politica, quello militare e quello delle testate giornalistiche. E’ del 23 di ottobre la notizia che Marrazzo fosse ricattato da dei carabinieri della caserma Trionfale a Roma con un video, risalente a luglio, che lo riprendeva in atteggiamenti intimi con una persona. Se il 23 il governatore del Lazio negava nel modo più assoluto tali asserzioni, già il giorno dopo si è venuti a conoscenza dell’esistenza di un’indagine sulla droga che è sfociata, tramite intercettazioni telefoniche, in questa nuova vicenda dall’interesse mediatico ben maggiore. Non solo il video esiste, di un minuto e mezzo, ed è in possesso di un gruppo di carabinieri (prima quattro, poi nel corso delle indagini cinque), ma riprende Marrazzo seminudo assieme ad un transessuale, accanto ad un tavolino con sopra appoggiata della cocaina.

Si parla di interrogatori della magistratura allo stesso Marrazzo, il quale avrebbe immediatamente confessato la sua frequentazione, parlando di un ricatto ordito dai carabinieri per tenere il governatore sotto scacco e farsi elargire denaro e favori. Da qui, assieme alla rapida capitolazione dell’ex giornalista di Mi manda Rai3, immediatamente autosospeso dall’incarico istituzionale, comincia la difficile ricostruzione dei fatti. Anzitutto, cosa hanno fatto i carabinieri, subito arrestati in seguito alla vicenda. Hanno effettivamente estorto del denaro con un ricatto oppure hanno semplicemente accettato del denaro offerto loro dal governatore terrorizzato per l’accaduto? Chi ha filmato il video, e come hanno saputo i carabinieri della presenza di Marrazzo nell’appartamento del trans successivamente noto alle cronache come Natalie? I personaggi coinvolti sono aumentati in un carosello che lega pusher e magnaccia a politici delle alte sfere. Ancora non è chiaro chi sia stato l’autore del video, se i carabinieri o qualcun’ altro, ma si viene a scoprire che il filmato da un minuto e mezzo è una sorta di “promo” di un video ben più lungo in cui vi sono “voci e persone che non devono essere riconosciute”; in più, stando alle dichiarazioni dei carabinieri, la soffiata è stata fatta da Gianguarino “Rino” Cafasso, noto nel giro dei trans in quanto pusher e protettore, il quale, secondo i militari, è stato il più probabile autore del filmato, in quanto presente durante l’irruzione nell’appartamento di Natalie, per poi venderlo (a peso d’oro) a qualche testata giornalistica. Anche i trans coinvolti nella vicenda aumentano, e assieme a Natalie si fanno altri nomi di frequentazioni dell’ex governatore, tra cui una certa Brenda, indicata da Natalie come vera autrice del filmato con Marrazzo (facendo nascere il sospetto che effettivamente i filmati possano essere più di uno), così come tra i carabinieri spunta un quinto elemento, il quale si pensa collaborasse nelle trattative per la vendita del video.

Tra gli acquirenti: l’agenzia fotografica Photomasi, e alcune testate giornalistiche, tra cui Chi, Libero ed Oggi. Ancora si cerca di stabilire quanti soldi e in che modo il governatore abbia dato ai carabinieri. Inizialmente si parlava di 80mila euro chiesti come ricatto dai carabinieri, per arrivare poi ad una estorsione per mano dei militari di qualche migliaio di euro presenti nel portafogli di Marrazzo, più una serie di assegni per un totale di 20 mila euro, elargiti volontariamente dall’ex governatore terrorizzato per via di un possibile arresto a causa della cocaina presente nell’appartamento. Ma non è finita. Anche Berlusconi ha un ruolo in questa vicenda. Dal giornale Chi della Mondadori, casa editrice di proprietà di Marina Berlusconi, è stato informato sull’esistenza di questi video lo stesso premier, il quale ha affermato di avere contattato Marrazzo per avvisarlo e per tranquillizzarlo allo stesso tempo che la sua casa editrice non avrebbe mai pubblicato nulla in merito. Il timore alle porte, sempre accennato ma mai effettivamente dichiarato, è quello di un giro ben più numeroso di politici clienti di transessuali, giro per il quale Marrazzo potrebbe essere stato immolato quale vittima sacrificale. Ben più grave invece è ciò su cui si sta indagando in questo momento: con quali soldi Marrazzo, che ha ammesso le sue frequentazioni, compreso l’utilizzo di cocaina, pagava i transessuali? Lo stipendio del governatore del Lazio supera i 10mila euro al mese, ma trattandosi di prestazioni da diverse migliaia di euro è necessario passare al setaccio le spese che la regione Lazio ha introdotto nel suo bilancio. Tra tutte una voce è quella più sospetta: più di 700mila euro per i fondi destinati alle “spese di rappresentanza”. “C’è del marcio in Danimarca”.

aggiungi a de.licio.us de.licio.us aggiungi a google bookmarksgoogle bookmarks aggiungi a ok/nook/no diggitdiggit stampa documentostampa invia documento invia
0 Commenti     Commenta l'articolo

Ads