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Sport

Sudafrica 2010, la mano di Dio colpisce ancora

Weekend fortunato per l’Argentina che festeggia il buon esito del sorteggio iridato e la conquista del Pallone d’Oro di Lionel Messi. Ma a Città del Capo sorridono anche Inghilterra e Italia mentre la “Selecao” gialloverde si troverà davanti l’ostacolo Ronaldo.
di Alessandro Addesa
9 dicembre 2009 10:14

Ancora una volta il destino sorride al commissario tecnico argentino Diego Armando Maradona . Dopo essersi qualificato per il rotto della cuffia grazie al gol-vittoria segnato in pieno recupero da Martin Palermo contro l’ostico Perù, l’ex “Pibe de Oro” ottiene un aiuto insperato dalla “Mano di Dio”, come ai tempi di Messico 86 quando portò in vantaggio l’Argentina contro l’Inghilterra realizzando una rete di mano, ingannando arbitro e avversari. Un gesto che ancora oggi viene ricordato come uno dei più grandi furti nella storia del calcio. Questa volta nella sala dell’hotel Cape Town International Convention la “Mano di Dio” si è materializzata sotto forma di Charlize Theron. Infatti sono proprio le mani della 34enne attrice sudafricana ad inserire la selezione “albiceleste” nel girone B insieme a Nigeria, Grecia e Corea del Sud, evitando così di incontrare le mine vaganti del sorteggio iridato Francia e Portogallo . “In un Mondiale ci sono le migliori squadre e non ci sono quindi rivali facili’’ – commenta il tecnico argentino rimasto ai margini del sorteggio a causa della squalifica di 2 mesi inflittagli dalla Fifa per le dichiarazioni al vetriolo contro i giornalisti del proprio paese rilasciate al termine delle qualificazioni mondiali sudamericane.

 Ma se sulla carta il girone B viene considerato uno dei più abbordabili della prima fase, Maradona sarà costretto ad affrontare per l’ennesima volta i fantasmi del suo passato. Durante i mondiali americani Grecia e Nigeria segnarono la rinascita e l’inevitabile declino di un campione geniale ma al tempo stesso fragile come il cristallo. Con gli ellenici segnò l’ultimo gol con la “Seleccion”, dribblando mezza difesa prima di battere il portiere avversario con un sinistro destinato all’incrocio dei pali. L’ultimo canto del cigno di Lanus che si concluse con una folle corsa verso una telecamera per urlare tutta la sua voglia di riscatto dopo aver passato due anni lontano dai campi di calcio a causa della sua positività alla cocaina. Poi arrivarono la Nigeria e un maledetto controllo antidoping, dove fu trovato positivo all’efedrina, uno stimolante, che mise praticamente la parola fine alla sua carriera.

Messi, l’erede del “Pibe de Oro”

A soli 22 anni il fantasista del Barcellona legittima l’investitura ufficiale di “erede” del grande Maradona vincendo il prestigioso Pallone D’Oro , il premio assegnato dalla rivista “France Football”, ottenendo 473 voti,davanti ai 233 del portoghese Cristiano Ronaldo e 170 del suo compagno di club Xavi. Un paragone ingombrante che nel recente passato ha distrutto la carriera di parecchi numeri dieci argentini come Arie Ortega, una vita spesa tra i campi di calcio e le cliniche per disintossicarsi dall’abuso di alcool o Andreas D’Alessandro scomparso negli stadi del Vecchio Continente. Ma questa “Pulce”, spagnola d’adozione perché si trasferì a soli 11 anni in Catalogna per curarsi da una deficienza alla somatotropina, l’ormone della crescita, che rischiava di comprometterne lo sviluppo, ha trascinato a suon di gol ed assists il Barcellona verso il “Triplete” ( Champions League, Liga e Coppa del Re).”Questo premio per me è un grande onore e il fatto di essere il primo argentino a vincerlo mi emoziona molto.” "sono le prime parole del numero 10 catalano – “Dedico questo successo alla mia famiglia che mi è sempre stata vicina nel momento del bisogno”.

Incroci pericolosi

A prima vista il tabellone del mondiale sudafricano sembra diviso in due. Nella parte alta Inghilterra, Argentina e Germania hanno la strada spianata verso i quarti di finale. I “Leoni” inglesi affronteranno nazionali di basso calibro come gli Usa, l’Algeria e la Slovenia. Discorso leggermente più complicato per la Germania inserita nel raggruppamento D con Serbia, Ghana e Australia. Contro queste avversarie forti fisicamente il ct Joachim Low dovrà abbandonare il tradizionale gioco fisico per puntare sul maggiore tasso tecnico dei suoi giocatori. Il Sud Africa, padrone di casa, è finito in un girone durissimo con Uruguay, Francia e Messico e nonostante i progressi evidenziati nell’ultima Confederations Cup gli ottavi sembrano pura utopia. Anche per Marcello Lippi la ruota della fortuna continua imperterrita a girare. L’Italia affronterà una prima fase relativamente tranquilla contro il Paraguay, la Nuova Zelanda ( che però ci ha fatto soffrire in una amichevole pre-Confederation Cup vinta per 4-3) e la Slovacchia alla prima apparizione iridata. Se qualificati, negli ottavi l’Italia incontrerà una tra Olanda, Danimarca,Giappone o Camerun. Stesso discorso per la Spagna impegnata con squadre di media caratura come Honduras, Cile e Svizzera. Ma tra tante facce sorridenti, soltanto quella di Dunga appare molto scontenta. Infatti la “Selecao” è stata inserita nel girone della “morte” con il Portogallo di Cristiano Ronaldo, la Costa d’Avorio di Didier Drogba e la Corea del Nord destinata al ruolo di semplice comparsa. Se Kakà e compagni non terranno alta la concentrazione rischiano seriamente un mesto ritorno verso casa..

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