Un’estate di divieti
Baci in auto, castelli di sabbia, massaggi sulle spiagge, cibo ai piccioni, alcolici nel centro storico, sosta sulle panchine, stop agli ambulanti, divieto di raccogliere oggetti trovati in mare. E’ la tolleranza zero, frutto del decreto Maroni del 5 agosto sui super poteri ai sindaci, che ha spianato la strada a decine di ordinanze. Scheda: tutti i divieti di questa estate / La vicenda vista dall’estero: da Repubblica.it
di Danielantonio Di Palma 17 agosto 2008 18:54
E’ severamente vietato passeggiare per le strade di Genova con un alcolico rinfrescante, pena un’esosa multa. Ma anche chi utilizza un tagliaerba a Forte dei Marmi durante la settimana può essere multato. Queste sono solo alcune delle ordinanze di questa estate, frutto del decreto legge n. 92, effettivo dal 5 agosto, che ha allargato i poteri dei sindaci, attraverso la modifica dell’art. 54 dell’ordinamento degli Enti Locali. Infatti in passato il primo cittadino poteva emanare “atti che gli sono attribuiti dalle leggi e dai regolamenti in maniera di ordine e sicurezza pubblica”. Ora è incaricato della vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico, informandone preventivamente il prefetto. Pertanto le parole “sicurezza e ordine pubblico” assumono così differenti significati.
Un fatto è certo: questa è sicuramente l’estate dei divieti. Ai divieti precedentemente citati, se ne vanno ad aggiungere molti altri. Bizzarri, a volte inutili o inspiegabili decisioni. Per esempio quelli che riguardano le panchine, o più in generale le soste. A Viareggio, è proibito appoggiare i piedi sulle panchine sulla passeggiata del lungomare a qualsiasi ora del giorno; al contrario, a Voghera il divieto è valido solo dopo le 23. Il comune di Novara, invece, si reso protagonista per un’ordinanza che proibisce a più di due persone la sosta nei giardini pubblici: meglio soli che mal accompagnati, sennò si rischia la multa. A Capri è vietato sedersi sugli scalini della famosa piazzetta. E infine c’è il divieto dei divieti: è proibito danneggiare o rubare i cartelli dei divieti, ovviamente. La multa può raggiungere i 428 euro.
Non potevano mancare il mare e gli stabilimenti. Tra le varie ordinanze emesse quest’estate, ce ne sono alcune che proibiscono il commercio degli ambulanti abusivi sulle spiagge e il trasporto di merce in borsoni o sacchi di plastica. Nel primo caso l’ammenda può arrivare fino a 1500 euro, nel secondo a 250 euro. Da alcuni anni diverse donne provenienti dalla Cina offrono massaggi e tatuaggi all’henné. Ma il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, ha dichiarato guerra ai massaggi in spiaggia tanto amati anche dai vip. Il motivo di tale divieto sta nella “mancanza di requisiti elementari di igiene”. A questo si va ad aggiungere il classico topless, del tutto proibito in diverse località, giochi in spiaggia, come ad esempio i castelli di sabbia a Eraclea e infine il divieto di passeggiare per strada a torso nudo o in bikini. Le città coinvolte sono: Alassio, Diano Marina, Riccione, Taormina, Forte dei Marmi, Eboli, Ravello, Amalfi. Le multe vanno da 50 a ben 100 euro. Per Capri e Positano tale provvedimento è stato esteso anche all’utilizzo degli zoccoli, ritenuti troppo rumorosi.
Molto curioso lo “stop alle coppiette” ordinato dal sindaco di Eboli, che ha deciso di istituire una multa che può arrivare fino a 500 euro per chi viene trovato in atteggiamenti amorosi nell’area Plasele, a pochi passi dal centro della cittadina. A Lucca, sempre il primo cittadino, ha vietato la somministrazione di cibo ai piccioni in tutta l’area del centro storico. In molte città italiane, grazie ai già citati poteri conferiti ai primi cittadini con il decreto Maroni, è scattato il divieto per i mendicanti di elemosinare e importunare i turisti. Le multe posso addirittura arrivare a 1000 euro, mentre a Verona è prevista la confisca del denaro proveniente dall’attività di accattonaggio. Ma il divieto più bello è quello che proibisce la raccolta di relitti trovati in mare o in spiaggia. Occhio all’oggetto che trovate: fatevi bene i calcoli perché la multa arriva fino a 1.032 euro. Se non ne vale la pena, meglio lasciar stare.



