Volley, crisi infinita
Si chiude con un decimo posto l’avventura europea degli azzurri. Un risultato che conferma l’inesorabile declino della “Generazione dei fenomeni”. Ad un anno dai prossimi mondiali qual è la situazione della rappresentativa maschile?.
di Alessandro Addesa 19 settembre 2009 12:34
Ancora una volta la Turchia si rivela una terra amara di soddisfazioni per l’Italvolley. Come nel 1967, gli azzurri concludono la rassegna europea lontanissimi dalla zona medaglie ma a in questa occasione il decimo posto finale ha il sapore di una resa incondizionata. Due vittorie in sei incontri, contro le modeste Repubblica Ceca e Finlandia rappresentano un bilancio magrissimo per una formazione che soltanto quattro anni prima saliva sul tetto d’Europa. “Non siamo riusciti a giocare come dovevamo contro le squadre del nostro livello” - è l’analisi del ct Andrea Anastasi – “ Questa e’ una sconfitta importante, ma resto fiducioso; al prossimo Mondiale possiamo fare bene”.
Ad Istanbul si è presentata una squadra rinnovata per cinque/dodicesimi rispetto all’ultima Olimpiade di Pechino. Senza Fei e Mastrangelo che hanno ottenuto un’estate sabbatica per restare accanto alle proprie famiglie, Anastasi opta per la “linea verde”. Secondo i piani della vigilia, gli azzurri avrebbero compensato l’inesperienza in campo internazionale con l’entusiasmo e l’incoscienza dei debuttanti. Una volta scesi in campo l’Italia è apparsa troppo timida e passiva nelle fasi calde degli incontri. Emblematico il caso Lasko. L’opposto italo-polacco sembrava inarrestabile all’inizio di ogni set ma poi calava decisamente alla distanza, commettendo errori grossolani ed ingenuità che alla fine sono risultate decisive nell’economia delle due fasi eliminatorie. Anche il rendimento dei centrali, vero e proprio punto di forza di questa nazionale durante l’ultima World League, è stato inferiore alle attese. Birarelli, Fortunato e Sala sembravano fuori dal gioco e poco reattivi a muro, mettendo così in difficoltà la ricezione azzurra. Ma è Cristian Savani la vera nota positiva di questa rassegna europea. Dopo aver vissuto l’annata olimpica ai margini del gruppo, lo schiacciatore mantovano ha conquistato la fiducia di Anastasi durante la preparazione estiva dove è stato uno tra i più continui, soffiando così il posto di titolare al capitano Alberto Cisolla. E anche in questo sfortunato torneo il bomber di Perugia ha lottato su ogni pallone, cercando di cambiare senza fortuna l’inerzia delle partite nei momenti di difficoltà.
Tutti contro tutti
Ad un anno dai Mondiali che verranno ospitati nel nostro paese, il mondo del volley italiano appare spaccato. Coni, Lega, Federazione e gli allenatori della Serie A sono entrati in rotta di collisione per trovare una soluzione alla mancanza di risultati che da anni affligge il movimento maschile. Alla fine dei campionati europei è stato il presidente del Coni Gianni Petrucci a dare fuoco alle polveri sottolineando come dovesse terminare immediatamente la cattiva abitudine dei tecnici italiani di optare per il doppio incarico club/nazionale per evitare di trasmettere i nostri segreti all’estero . In Turchia ben 9 delle 16 partecipanti erano guidate da un nostro connazionale. "Che posso dire, ho l’impressione che si tratti di un polverone alzato per coprire i veri problemi della pallavolo italiana" sostiene Silvano Prandi, decano degli allenatori azzurri e ct della Bulgaria. Infatti i mali del nostro movimento sono altri: assenza del professionismo e la non valorizzazione dei giovani. Oggi Venerato, il bomber della nazionale cadetti gioca in Serie B mentre nella serie maggiore debuttano soltanto under 23 stranieri. Così i vivai non sono tutelati ma soprattutto i giovani azzurri non matureranno mai quell’esperienza necessaria per giocare senza paura ad alto livello.
Oro a sorpresa
Per la prima volta nella sua storia la Polonia si è laureata campione d’Europa, sconfiggendo in finale la Francia 3-1 (29-27 25-21 16-25 26-24). Privi della stella Sebastian Swiderski out per il distacco del tendine d’achille, il commissario tecnico Castellano si è affidato alle giocate di Kurek e Gruszka nei momenti chiave del 1° e 4° set. In questi due parziali equilibratissimi, la Polonia non si è mai data per vinta, recuperando distacchi pesanti e chiudendo la partita grazie agli attacchi di Gruszka ( 23 punti), nominato alla fine Mvp del torneo. Sul gradino più basso del podio sale la Bulgaria che esce vittoriosa dal match contro la Russia, la grande favorita del torneo.



