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		<title>Giulietta, mito del passato e del futuro</title>
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		<dc:creator>Francesco Mantica</dc:creator>

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		<dc:subject>Principale</dc:subject>

		<description>Presentata la nuova versione della vecchia e storica auto. Tra un po&amp;rsquo; di revival e molta tecnologia, la nuova sportiva dell&amp;rsquo;Alfa Romeo sar&#224; presto sulle strade a ricordarci che le cose di una volta, che ci hanno affezionato e stupito, in fondo non scompaiono mai.

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&lt;![endif]&#8212;&gt;Era il lontano 1955 quando l'Alfa Romeo, al salone dell'automobile di Torino, presentava la vettura che avrebbe dovuto segnare la sua riscossa dopo anni di difficolt&#224;. A prima vista, all'epoca, certo doveva fare un bell'effetto. Un&amp;rsquo;auto potente ma che consumava poco, venduta ad un prezzo per l'epoca accessibile: era l'Alfa Romeo Giulietta. Un nome letterario, palesemente ispirato alla famosissima tragedia Shakesperiana.
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Quell'auto ebbe cos&#236; tanto successo da vendere oltre 100 mila esemplari in soli sei anni Nel febbraio 1961, infatti, l'attrice Giulietta Masina (La ricorderete ne &quot;La Strada&quot; di Federico Fellini) tenne a battesimo l'esemplare 100.001 della serie. La storica Giulietta rest&#242; in produzione fino al 1963, per poi subire successivamente numerosi &quot;restiling&quot;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Sono passati 45 anni, eppure quel nome, che potrebbe essere di ragazza ed invece &#233; proprio di una delle autovetture italiane pi&#249; famose di tutti i tempi, &#233; ancora decisamente attuale. Il 12 aprile, infatti, esattamente come tanto tempo prima, l'Alfa Romeo ha presentato in anteprima un nuovo modello con lo scopo di rilanciare il marchio in uno dei suoi segmenti pi&#249; importanti proprio nell'anno del suo centenario: la Giuletta.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Certo la nuova Giulietta si &#233; data un tocco pi&#249; moderno, adatto ad un'epoca dove tutto corre pi&#249; veloce. L'auto appare a prima vista decisamente bassa, assettata e grintosa. La Giulietta porta al debutto un&amp;rsquo;architettura completamente nuova progettata per soddisfare le attese in termini di tenuta di strada, agilit&#224; e sicurezza. Garantisce sia eccellenti performance dinamiche sia un elevato comfort, grazie alle raffinate soluzioni tecniche scelte per le sospensioni, a un sistema sterzante di nuova generazione, alla struttura rigida e leggera realizzata utilizzando materiali come l&amp;rsquo;alluminio e gli acciai alto resistenziali e tecnologie produttive all&amp;rsquo;avanguardia.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Gli interni si distaccano totalmente da quanto visto finora in Alfa Romeo di recente produzione e si ispirano invece alle Alfa anni '70, abbandonando il quadro strumenti orientato verso il guidatore e privilegiando materiali quali l'alluminio, ma riprendendo lo schema tubolare, gi&#224; visto su Alfa 156, per il contagiri e il tachimetro.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Questa fusione ridondante di tecnologia e design potrebbe far pensare ad una vettura totalmente diversa da quella, storica, degli anni '50. E' cos&#236; &#233;, in parte. Eppure c'&#232; qualcosa che le unisce: allora come adesso, la Giulietta &#233; il nome su cui la casa del biscione vuol far correre il proprio futuro. Cinquant'anni fa l'operazione ha avuto successo. Se avverr&#224; lo stesso, &#232; assai probabile che fra qualche decennio troveremo questo modello nei saloni d'auto d'epoca, accanto alla vecchia, cara Giulietta di una volta.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	<item>
		<title>La Vespa, da brutto paperino a moto pi&#249; diffusa del mondo</title>
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		<dc:creator>Francesco Mantica</dc:creator>

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		<dc:subject>Principale</dc:subject>

		<description>Dalle origini &quot;disneyane&quot; al successo nel dopoguerra: breve storia e curiosit&#224; della moto che ha segnato intere generazioni e un pezzo di storia italiana

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.periodicamente.it/IMG/arton1834.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;625&quot; height=&quot;419&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In principio era Paperino. Non il famoso papero della Disney, ma un prototipo di moto con una carrozzeria portante che, alla lontana, richiamava la sagoma di un papero, con la copertura della ruota anteriore assimilabile ad un becco. Il progetto per&#242; non convinceva il signor Piaggio, che aveva assegnato a Renzo Spolti il compito di progettare un mezzo economico che desse la possibilit&#224; a chi non poteva permettersi un'automobile di spostarsi liberamente.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La realizzazione del prototipo fu cos&#236; assegnata a Corradino D'Ascanio, che ricominci&#242; il progetto da zero e a tempo di record realizz&#242; il prototipo MP6. Prototipo approvato con lode, con tanto di esclamazione di Enrico Piaggio che alla sua vista esclam&#242;: &quot;Sembra una vespa!&quot;. Era la nascita della moto pi&#249; famosa di tutti i tempi: la Vespa. Il prototipo venne presentato in occasione della fiera di Milano, nell'aprile del 1946. Si chiamava Vespa 98 e non aveva il cavalletto, per cui bisognava appoggiarla su un fianco quando era ferma.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il successo fu rapido ed entusiasmante. Negli anni successivi vennero varati numerosi modelli, alcuni anche particolarmente fantasiosi: dalla &quot;Vespa modello risci&#242;&quot;, che faceva l'occhiolino ad uno dei tipici mezzi di trasporto cinesi e prevedeva che la moto trasportasse una carrozzina, alla &quot;Vespa siluro&quot;, capace, con la sua sagoma a forma di missile, di superare i 170 chilometri orari. Dalla &quot;Vespa sidecar&quot; alla &quot;Vespa T.A.P.&quot; del 1956, colorata in mimetico, provvista di lanciagranate e destinata come ovvio all'uso militare.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La Vespa di oggi &#233; una moto moderna in tutto e per tutto, con nuove motorizzazioni a 4 tempi e cambio automatico, oltre che con una linea che si adatta alle esigenze dei tempi. Ci&#242; nonostante la nuova vespa mantiene ancora molti punti di contatto con la progenitrice: la Vespa rimane infatti uno degli esempi di design industriale pi&#249; riuscito al mondo. La sua linea, pur variando nel particolare, rimane inconfondibile nell'insieme: qualsiasi sia il modello, qualsiasi sia l'anno di produzione, le sue caratteristiche fondamentali rimangono impresse a tal punto che l'oggetto Vespa &#232; identificabile in modo univoco.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Parlare di Vespa &#233; per&#242;, soprattutto, un modo per ricordare l'Italia del dopoguerra: il &quot;mitico&quot; mezzo della Piaggio resta nella storia soprattutto per essere stato il veicolo utilitario di molte famiglie italiane nel secondo dopoguerra, prima dell'avvento delle automobili, rappresentando, di fatto, il mezzo della prima motorizzazione &quot;di massa&quot; in Italia.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>L'Irlanda nel Cuore, arrivano le premiazioni</title>
		<link>http://www.periodicamente.it/L-Irlanda-nel-Cuore-arrivano-le</link>
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		<dc:date>2010-07-09T14:49:14Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>

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		<description>Il prossimo sabato 10 luglio avr&#224; luogo a Roma la premiazione dei vincitori della terza edizione del Concorso Letterario L&amp;rsquo;Irlanda nel Cuore, conclusasi lo scorso 7 maggio 2010. A presentare l'evento sar&#224; l'eccezionale Costanza Lopez.

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.periodicamente.it/IMG/arton1830.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;400&quot; height=&quot;478&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Sabato 10 luglio avr&#224; luogo a Roma lapremiazione de L'Irlanda nel Cuore, concorso letterario per coloro a cui sta a cuore l'Isola di Smeraldo. Sar&#224; un&amp;rsquo;occasione per parlare e far parlare d&amp;rsquo;Irlanda condividendo esperienze di vita all&amp;rsquo;estero o semplicemente sogni. Questa edizione del Concorso &#232; la prima curata da Costanza Lopez, appassionata di lettura e scrittura e innamorata profondamente dell&amp;rsquo;Irlanda tanto da aver deciso, qualche mese fa, di trasferirsi nell&amp;rsquo;isola.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L&amp;rsquo;evento sar&#224; presentato da Costanza Lopez, per la parte dello staff di Irlanda nel Cuore e sono previsti gli interventi di:&lt;br /&gt;-Enrico Zoppi, responsabile di EazyCork- EazyDublin&lt;br /&gt;-Roberto Gasperoni, che ci parler&#224; dell&amp;rsquo;esperienza lavorativa di un italiano in Irlanda&lt;br /&gt;-delegato dell&amp;rsquo;Ambasciata irlandese a Roma&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La manifestazione avr&#224; l&amp;rsquo;obiettivo di premiare i vincitori del concorso, oltre ad essere un&amp;rsquo;occasione per parlare e far parlare d&amp;rsquo;Irlanda condividendo esperienze di vita all&amp;rsquo;estero o semplicemente sogni. Il concorso &#232; on line e totalmente gratuito, aperto a tutti gli amanti della scrittura e dell'Irlanda Questa edizione ha raccolto 90 testi (tra racconti, poesie, testi teatrali, lettere) suddivise in due categorie: adulti e studenti Per vedere i premi messi a disposizione: vai sul sito www.irlandanelcuore.com&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Obiettivo dell&amp;rsquo;iniziativa &#232; quello di facilitare scambi culturali, condividere esperienze ed emozioni sull'Irlanda. Il progetto l'Irlanda nel Cuore, curato da Costanza Lopez, &#232; sostenuto da EazyCork e EazyDublin (www.eazycork.com/it e www.eazydublin.com/it), in collaborazione con Ryanair (www.ryanair.com/it) WEBSITE: www.irlandanelcuore.com E-MAIL: info@irlandanelcuore.com&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;QUANDO&lt;/span&gt;: sabato 10 luglio, dalle ore 10 alle ore 14 &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt; &lt;br /&gt;DOVE&lt;/span&gt;: a Roma presso la Sala Gonzaga (all'interno del Comando della Polizia Municipale in Via della Consolazione 4)&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;br /&gt;COSA:&lt;/span&gt; premiazione vincitori Concorso, presentazione del libro edizione 2010 approfondimento sull&amp;rsquo;Irlanda &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;br /&gt;CHI SIAMO&lt;/span&gt;: parte dello staff di Irlanda nel Cuore, il responsabile di EazyCork- EazyDublin, alcuni nostri sostenitori, l&amp;rsquo;Ambasciata irlandese a Roma e l&amp;rsquo;Irish College di Roma &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;br /&gt;PERCHE&amp;rsquo;&lt;/span&gt;: L&amp;rsquo;evento avr&#224; l'obiettivo di premiare i vincitori del concorso e di presentare il libro contenente i migliori testi dell&amp;rsquo;edizione 2010 del Concorso.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Solcando mari e fiumi a bordo di piccole citt&#224;</title>
		<link>http://www.periodicamente.it/Solcando-marie-e-fiumi-a-bordo-di</link>
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		<dc:date>2010-06-04T17:33:16Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Cristina Fern&#225;ndez S&#225;nchez</dc:creator>

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		<dc:subject>Principale</dc:subject>

		<description>Nel corso degli anni, le compagnie di crociera sono state capaci di adattare le proprie navi alle necessit&#224; di ogni passeggero, mantenendo intatta la propria filosofia. E adesso, con l'avvicinasi dell'estate, le crociere stanno diventando una delle mete preferite.

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		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Quando il primo annuncio di una crociera - attraverso Scozia, Islanda e Isole Far Oer vide la luce nel 1835 sul periodico Shetland Journal, nessuno poteva immaginare il successo che avrebbe avuto questa maniera di viaggiare. &quot;L'esito di questo formato turistico - spiega F&#233;lix Gonz&#225;lez, direttore della revista spagnola Cruceros y Destinos - si deve al suo alto grado di competitivit&#224; sul mercato, perch&#233; offre una relazione qualit&#224; - prezzo fantastica rispetto ad altri tipi di vacanze sulla terraferma&quot;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Naturalmente non sempre &#233; stato cos&#236;, dal momento che agli inizi le crociere erano accessibili solo per i ceti pi&#249; alti i quali, come nel caso del matrimonio McNeil raccontato da Truman Capote in Incontro d'Estate, vi vedevano un paradiso terrestre. Fu a partire dagli anni '60, con i miglioramenti e la maggiore competitivit&#224; delle compagnie di navigazione, che le crociere si convertirono in un tipo di turismo per tutte le tasche, anche se tuttora esistono crociere di lusso esclusive.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Attualmente il settore &#232; considerato come una delle nicchie di turismo con pi&#249; margini di crescita. Secondo il report annuale della Cruise Lines International Association si calcola che nel 2009 ci sono stati 13,4 milioni di crocieristi in tutto il mondo, e si prevede che nel corso del 2010 il loro numero aumenter&#224; a 14,3 milioni.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Perch&#233; le crociere sono cos&#236; attraenti? La risposta &#233; semplice: sono una forma unica,differente e speciale di conoscere paesi ed esplorare luoghi altrimenti irraggiungibili con altri mezzi di trasporto. Le possibilit&#224; offerte dalle coste e l'ampia offerta di tragitti esistente fanno s&#236; che ognuno possa personalizzare le sue vacanze. Cos&#236; i viaggiatori possono scegliere tra crociere marittime - Nord Africa, Mediterraneo, Caraibi, Seychelles - o fluviali, come quelle sul Nilo o sul Rio delle Amazzoni.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Grazie alla loro versatilit&#224;, questi &quot;centri mobili di vacanze&quot;possono ospitare qualunque tipo di famiglia o di persona, indipendentemente dall'et&#224;. Oltre ai divertimenti tradizionali come notti tematiche, spettacoli musicali, concerti, discoteche e casino', tutte le compagnie offrono ormai prodotti di ultima generazione per attrarre i clienti: prati naturali, zone di surf, centri acquatici, simulatori di gare di F1, cinema in 4D, piste di pattinaggio su ghiccio, cucina d'autore o persino genuine trattorie.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Caravaggio in Montenegro</title>
		<link>http://www.periodicamente.it/Caravaggio-in-Montenegro</link>
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		<dc:date>2010-06-02T18:04:07Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Luca Caruso</dc:creator>

<category domain="http://www.periodicamente.it/-Arte-e-cultura-">Arte e cultura</category>

		<dc:subject>Principale</dc:subject>

		<description>Il celebre dipinto 'Narciso alla fonte' di Caravaggio parte verso la Repubblica del Montenegro, ove rimarr&#224; in mostra dal 3 al 16 giugno, presso il museo&lt;span style=&quot;&quot;&gt; &lt;/span&gt;di arte contemporanea di Podgorica.

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.periodicamente.it/IMG/arton1818.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;584&quot; height=&quot;556&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Dal 3 al 16 giugno, il Narciso di Caravaggio sar&#224; esposto presso il museo di arte contemporanea &#8220;Dvorac Petrovica&#8221; di Podgorica. Un prestito che, oltre a rinsaldare l'amicizia tra Italia e Montenegro, avviene nella ricorrenza del IV centenario della morte del celebre artista e attraverso un'opera che richiama una risorsa naturale della quale il Montenegro &#232; molto ricco: l'acqua. Acqua intesa come elemento paesaggistico, per il mare, i fiumi e i laghi che bagnano questo stato, ma anche come &#8220;risorsa economica per la produzione di energia pulita e rinnovabile, elemento che favorisce i trasporti e i contatti, fonte di ispirazione letteraria ed artistica&#8221;, ha rilevato l'ambasciatore d'Italia in Montenegro, Sergio Barbanti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;'Narciso alla fonte', uno dei dipinti pi&#249; famosi e pi&#249; belli del maestro lombardo, custodito presso la Galleria nazionale di arte antica di Palazzo Barberini a Roma, secondo Mario Resca - direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano - diviene &#8220;un fervido ambasciatore della nostra cultura&#8221;. &#8220;La densit&#224; culturale, morale e intellettuale concentrata nel dipinto - prosegue Resca - &#232; un esempio emblematico di quello sforzo verso l'ampliamento delle conoscenze e della fruizione dell'arte, elemento centrale della missione del ministero per i beni e le attivit&#224; culturali&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La mostra &#8220;Caravaggio in Montenegro. Narciso alla fonte&#8221;, la cui presentazione si &#232; svolta a Roma nei giorni scorsi, verr&#224; inaugurata ufficialmente dal presidente del Montenegro nella sera del 2 giugno, mentre l'apertura gratuita al pubblico sar&#224; a partire dalla mattina successiva, tutti i giorni dalle 10 alle 20.&lt;br /&gt;&#8220;Partendo dalla consapevolezza per cui il patrimonio culturale mondiale si appoggia in gran parte sulle tradizioni della civilt&#224; e della cultura italiana, ci rallegra il fatto che in Montenegro avremo la possibilit&#224; di ammirare e di vivere il Narciso di Caravaggio, una delle opere di pi&#249; alto livello della storia dell'arte in generale&#8221; ha dichiarato il ministro della cultura del Montenegro Branislav Micunovic. L'iniziativa si avvale del sostegno di Epcg, azienda elettrica montenegrina, e di A2A, uno dei principali operatori nazionali nel settore dell'energia.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#8220;Come il Narciso si contempla nello specchio d'acqua per riceverne un riflesso della sua stessa bellezza - ha dichiarato il ministro della cultura Sandro Bondi - , allo stesso modo mi auguro che Italia e Montenegro possano nel futuro, sempre di pi&#249;, guardarsi per conoscere e riscoprire vicendevolmente la ricchezza della loro millenaria, eppur cos&#236; comune, identit&#224;&#8221;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Anche l'economia ha il suo festival</title>
		<link>http://www.periodicamente.it/Anche-l-economia-ha-il-suo</link>
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		<dc:date>2010-06-01T18:10:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Luca Caruso</dc:creator>

<category domain="http://www.periodicamente.it/-Arte-e-cultura-">Arte e cultura</category>


		<description>Si svolger&#224; a Trento dal 3 al 6 giugno il Festival dell&amp;rsquo;Economia, intorno al tema &#8220;Informazioni, scelte e sviluppo&#8221;. Dibattiti, conferenze, presentazioni di libri per comprendere il passato e il presente dell&amp;rsquo;economia e della societ&#224;, ma anche per prevederne il futuro. E non trovarsi impreparati.

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&lt;a href="http://www.periodicamente.it/-Arte-e-cultura-" rel="directory"&gt;Arte e cultura&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.periodicamente.it/IMG/arton1819.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;457&quot; height=&quot;305&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Come avvengono le scelte fondamentali dei cittadini in materia economica? Come si documentano e come utilizzano le informazioni a loro disposizione? Valutano i rischi, trascurano elementi rilevanti, si salvaguardano da informazioni distorte? Una recente indagine ha dimostrato che gli italiani sono informati pochissimo sull&amp;rsquo;andamento dell&amp;rsquo;economia nazionale. Risiedono in questa considerazione i motivi ispiratori del Festival dell&amp;rsquo;Economia, che si svolger&#224; a Trento dal 3 al 6 giugno, fornendo un&amp;rsquo;occasione per accostarsi a un mondo tanto ignorato, quello dell&amp;rsquo;economia, ma la cui rilevanza &#232; fondamentale per la vita e il benessere degli individui e della societ&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il tema di questa quinta kermesse, ormai affermata a livello internazionale, sar&#224; &#8220;Informazioni, scelte e sviluppo&#8221;. Alcune domande preliminari: i giornali trattano in maniera diversa le imprese che comprano pubblicit&#224; su di loro? Quanto contano i legami di propriet&#224; tra imprese e giornali? Quanti ostacoli alla trasparenza pone un potere che spesso cerca la pubblicit&#224; ma non l&amp;rsquo;informazione? Ad esse si cercher&#224; di rispondere attraverso incontri con gli autori, presentazioni di volumi, dibattiti sul sistema dei mass media e dell&amp;rsquo;informazione, sull&amp;rsquo;innovazione e i cambiamenti climatici, sui meccanismi decisionali o l&amp;rsquo;immigrazione, sguardi alle crisi del passato per comprendere gli errori del presente, analisi dei modelli economici di altre nazioni, confronti tra sociologi, giornalisti, manager, economisti, politici e accademici, conferenze per sviscerare il significato delle parole chiave oggi pi&#249; ricorrenti, come il credito cooperativo, la statistica, il welfare, il mutuo, le agenzie di rating. Il programma &#232; ricchissimo ed oltremodo attuale.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Dopo l&amp;rsquo;inaugurazione &#8211; fissata per il 3 giugno alle 15 nel castello del Buonconsiglio, alla quale parteciperanno Alessandro Andreatta, Tito Boeri, Innocenzo Cipolletta, Lorenzo Dellai, Giuseppe Laterza, Pascal Le Merrer, Alberto Majocchi, Marco Morelli, Gianni Riotta &#8211; si svolger&#224; una conferenza di Robert Putnam su &#8220;L&amp;rsquo;era di Obama e le sfide di una societ&#224; multietnica&#8221; (16.30, Palazzo della Provincia). Questo l&amp;rsquo;assunto di base: le societ&#224; moderne stanno diventando sempre pi&#249; etnicamente diversificate. Tale diversit&#224; offre molte opportunit&#224; alle nostre societ&#224;, ma porr&#224; seri problemi di solidariet&#224; sociale. Che cosa possiamo imparare dalla storia delle societ&#224; di immigrati su come combinare diversit&#224; etnica e identit&#224; comune? Un altro appuntamento, con Vernon Smith (3 giugno, 18.30, castello del Buonconsiglio), porr&#224; invece a confronto le crisi epocali del 1922-1934 e 1997-2009, la genesi delle quali &#232; da rinvenire nel mercato immobiliare. Nel corso dell&amp;rsquo;incontro &#8220;1989-2010. Due decenni di trasformazione nella nuova Europa: scelte e traiettorie di sviluppo&#8221; (4 giugno, 15, sede Ocse), si rifletter&#224; sul modello di sviluppo introdotto in Europa centro-orientale dopo il 1989, sulla vulnerabilit&#224; di queste economie e sulla loro capacit&#224; di reazione a shock esterni.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;I giornali tradizionali sono in difficolt&#224; mentre le notizie passano sempre pi&#249; su internet: come incide sul dibattito democratico la ritirata dei giornali tradizionali? John Kampfner e Alexander Stille dialogheranno in proposito su &#8220;Il futuro dei media e la libert&#224; di stampa&#8221; (4 giugno, 19, Palazzo Geremia). Ilvo Diamanti e Gian Antonio Stella si confronteranno invece su &#8220;Criminalit&#224; e sicurezza nell&amp;rsquo;informazione&#8221; (5 giugno, 10.30, Sala Filarmonica). &#8220;Il caso Alitalia tra informazione e realt&#224;&#8221; sar&#224; al centro di una conversazione tra Andrea Boitani, Roberto Colaninno e Carlo Scarpa (4 giugno, 16, Teatro Sociale), che ripercorreranno le vicende della privatizzazione della nostra compagnia di bandiera, divenuta un vero caso nazionale. Nel corso dell&amp;rsquo;incontro &#8220;Quanto costa comprare casa&#8221; (4 giugno, 11, Torre Mirana), Piero Avella e Maurizio Delvecchio forniranno una panoramica sulle spese connesse all&amp;rsquo;acquisto di un immobile: imposte, Iva, registro, agevolazioni &amp;lsquo;prima casa&amp;rsquo;, onorario del notaio.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Milena Gabanelli rifletter&#224; su &#8220;Informazione e potere&#8221; (5 giugno, 21, Teatro Sociale), interrogandosi se sia ancora possibile per un giornalista essere il &amp;lsquo;cane da guardia&amp;rsquo; del potere, a partire dall&amp;rsquo;esperienza delle inchieste scomode della trasmissione televisiva &amp;lsquo;Report&amp;rsquo;. Il giornalista americano Michael Wolff approfondir&#224; l&amp;rsquo;argomento &#8220;Rupert Murdoch e la rivoluzione dei media&#8221; (6 giugno, 10.30, aula magna della facolt&#224; di giurisprudenza), mentre Paul Seabright interverr&#224; su &#8220;Il collo di bottiglia nel nostro cervello&#8221;: l&amp;rsquo;industria delle comunicazioni e le tecnologie dell&amp;rsquo;informazione continueranno a svilupparsi nei prossimi decenni, ma il vero collo di bottiglia, la risorsa pi&#249; scarsa, diventeranno i limiti di attenzione degli individui in tutto il mondo (6 giugno, 12, Castello del Buonconsiglio). Una miriade di appuntamenti e di occasioni di scambio e di crescita, perch&#233; l&amp;rsquo;unico modo per orientarsi in una societ&#224; complessa e spesso ostile &#232; conoscerne circostanze, avvenimenti, sistemi e linee di sviluppo.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Postmonument: XIV Biennale Internazionale di Scultura di Carrara</title>
		<link>http://www.periodicamente.it/Postmonument-XIV-Biennale</link>
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		<dc:date>2010-05-26T09:05:39Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>

<category domain="http://www.periodicamente.it/-Arte-e-cultura-">Arte e cultura</category>


		<description>La XIV edizione della Biennale di Scultura di Carrara sara' inaugurata il 26 giugno e sara' curata dal critico Fabio Cavallucci, gia' direttore della Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento e membro del comitato dell' International Foundation Manifesta.

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.periodicamente.it/IMG/arton1811.png&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;710&quot; height=&quot;409&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La XIV edizione della Biennale di Scultura di Carrara sara' inaugurata il 26 giugno e sara' curata dal critico Fabio Cavallucci, gia' direttore della Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento e membro del comitato dell' International Foundation Manifesta. Il progetto espositivo, intitolato '' Postmonument'', dedicato alla crisi del monumento nella societa' contemporanea, sara' articolato in piu' sezioni e coinvolgera' numerosi spazi del territorio carrarese. In mostra (fino al 31 ottobre) il tema sara' introdotto da un' ampia sezione storica con esempi storici di statuaria monumentale, con opere di artisti quali Leonardo Bistolfi e Adolfo Wildt. affiancati da modelli della statuaria del Ventennio e del realismo socialista sovietico e cinese. La parte centrale dell' esposizione e' pero' costituita dalle opere di piu' di trenta artisti contemporanei provenienti da tutto il mondo, tra i quali spiccano, per citarne solo alcuni, importanti nomi internazionali del calibro di Paul McCarthy, Antony Gormley, Yona Friedman, Santiago Serra e Monica Bonvicini, affiancati da giovanissime promesse come Kristina Norman, presente al Padiglione Estone della Biennale di Venezia 2009, Cyprien Gaillard, candidato tra i finalisti del Premio Marcel Duchamp 2010, o Rossella Biscotti, vincitrice del Premio Fico ad Artissima 16.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ben 26 degli artisti invitati presenteranno per l' occasione nuove produzioni, concepite dopo sopralluoghi e una piu' approfondita conoscenza della realta' del territorio carrarese e nella maggior parte dei casi realizzate nei laboratori della citta'. Questi progetti, oltre a declinare in modo a volte inaspettato il tema portante della Biennale, hanno in comune un approccio assolutamente sperimentale e interdisciplinare alla pratica della scultura. Ma la XIV Biennale Internazionale di Scultura di Carrara non sara' solo una mostra. E' infatti gia' attivo il progetto Biennale Educational, un innovativo programma di educazione al contemporaneo promosso e organizzato dalla Biennale e che proseguira' fino all' autunno inoltrato. Biennale Educational e' un' iniziativa che ha gia' coinvolto piu' di 2000 studenti, con oltre 100 laboratori per scuole di infanzia, primarie e secondarie e che tocca tutto il territorio del Comune di Carrara, senza tralasciare le aree piu' periferiche. La XIV Biennale sara' inoltre animata da un fitto calendario di eventi paralleli che renderanno la citta' di Carrara un laboratorio a cielo aperto per tutta la durata della mostra.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>In Viaggio nei luoghi del Sacro con Adnkronos</title>
		<link>http://www.periodicamente.it/In-Viaggio-nei-luoghi-del-Sacro</link>
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		<dc:date>2010-04-02T12:58:03Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Francesco Mantica</dc:creator>

<category domain="http://www.periodicamente.it/-Arte-e-cultura-">Arte e cultura</category>


		<description>Ign Tv Adnkronos proporr&#224; un &amp;lsquo;Viaggio nei luoghi del Sacro&amp;rsquo;, in occasione della Pasqua, con immagini esclusive girate a Gerusalemme, dove le telecamere sono riuscite a entrare nel Santo Sepolcro.

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&lt;a href="http://www.periodicamente.it/-Arte-e-cultura-" rel="directory"&gt;Arte e cultura&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.periodicamente.it/IMG/arton1801.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;450&quot; height=&quot;304&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ign Tv Adnkronos proporr&#224; un &amp;lsquo;Viaggio nei luoghi del Sacro&amp;rsquo;, in occasione della Pasqua, con immagini esclusive girate a Gerusalemme, dove le telecamere sono riuscite a entrare nel Santo Sepolcro. Immagini di grande suggestione, che portano il telespettatore nel luogo simbolo della cristianit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Con questa iniziativa parte in via sperimentale la web tv del Gruppo Adnkronos, visibile sul sito Ign (www.adnkronos.com), a partire dalle ore 9 di domani, sabato 3 aprile. Una parte del documentario sar&#224; pubblicato da questo pomeriggio sul sito Ign, testata on line del Gruppo Adnkronos.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La chiesa del Santo Sepolcro &#232; una delle mete principali e irrinunciabili dei pellegrinaggi che visitano la Terra Santa, insieme alla Basilica dell'Annunciazione di Nazaret e alla Basilica della Nativit&#224; di Betlemme. Il flusso dei pellegrinaggi &#232; documentato a partire dal IV secolo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Oggi &#232; la sede del Patriarca ortodosso di Gerusalemme, il quale, al centro della chiesa, vi ha il proprio Katholikon, ossia la propria cattedrale, e la propria cattedra. Nel 1847 papa Pio IX ristabil&#236; a Gerusalemme il patriarcato di Gerusalemme dei Latini ed eresse la basilica del Santo Sepolcro a cattedrale patriarcale; tuttavia il Patriarca cattolico non ha libert&#224; di celebrare se non negli spazi e nei tempi assegnati nel 1852 dallo Statu Quo alla comunit&#224; francescana della Custodia di Terra Santa e secondo gli accordi con la stessa.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il Patriarca latino risiede in una sede presso la concattedrale del Santissimo Nome di Ges&#249;, chiesa principale della diocesi e chiesa madre, dove egli ha la propria cattedra e celebra normalmente. Secondo la tradizione ortodossa, ogni anno, a mezzogiorno, durante la celebrazione del Sabato Santo della Pasqua ortodossa, vi si ripete il miracolo del Fuoco Santo.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>In rotta per La Mancha, sulle orme di Don Chisciotte</title>
		<link>http://www.periodicamente.it/In-rotta-per-La-Mancha-sulle-orme,1771</link>
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		<dc:date>2010-03-15T23:13:43Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Cristina Fern&#225;ndez S&#225;nchez</dc:creator>

<category domain="http://www.periodicamente.it/-Arte-e-cultura-">Arte e cultura</category>

		<dc:subject>Principale</dc:subject>

		<description>&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Un percorso che attraversa la Spagna lungo 1.300 km e diviso in cinque tappe: un cammino, come quello di don Chisciotte, che convertir&#224; chi lo intraprende in un autentico &quot;cavaliere della Mancha&quot;, fino a concludersi con l'epica sfida al Cavaliere della Luna Bianca, sulla costa di Barcellona.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.periodicamente.it/-Arte-e-cultura-" rel="directory"&gt;Arte e cultura&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.periodicamente.it/+-Principale-+" rel="tag"&gt;Principale&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.periodicamente.it/IMG/arton1771.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;448&quot; height=&quot;336&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Privi della compagnia dello storico scudiero Sancho Panza e del cavallo Ronzinante, ma a bordo di una Laika Kreos 3009 con posti per tre-quattro persone, inizia il nostro viaggio nel bel mezzo della penisola iberica e della letteratura. Muniti di una cartina autostradale e un libro in mano, il &quot;Don Chisciotte della Mancia&quot;, siamo pronti ad attraversare i luoghi dove il famoso cavaliere errante ha lasciato le sue tracce.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'itinerario inizia subito dopo essere passati per le strette viuzze, le piazze e i giardini di Toledo, in cui molti anni prima abitarono insieme cristiani, ebrei e arabi. Lasciandoci alle spalle la cittadina, ci dirigiamo verso sud, direzione Nabroca. Da lontano si intravede il castello di Almonacid di Toledo, costruzione altera e imponente. Undici chilometri dopo al nostro orizzonte compare un'altra fortezza: sono i contorni del castello di Pe&#241;as Negras en Mora.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Proseguiamo a sud est, immedesimandoci ancora di pi&#249; nel ruolo dell'hidalgo Alfonso Quijano quando davanti a noi si staglia Puerto L&#225;pice. Anche qui non mancano i riferimenti a Don Chisciotte: una scultura del personaggio cervantisno si trova giusto davanti alla Chiesa Parrocchiale.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Da Puerto L&#225;pice prendiamo un'autostrada in direzione est. La nostra meta successiva &#233; Alc&#225;zar de San Juan,citt&#224; che nacque in epoca romana. Il posto, che compete con Alcal&#225; de Henares per essere considerata la citt&#224; natale di Miguel de Cervantes, dispone di un complesso lacunare che d&#224; rifugio a numerose spece di uccelli, come fenicotteri, e cardellini. Mentre assaporiamo una delle famose torte de Alc&#225;zar, spugnosi dolci di forma rotonda a base di uova, zucchero e farina che una volta uscivano dalle cucine del convento di Santa Clara.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Torniamo in autostrada, procedendo verso il mare, e in 15 minuti circa avvistiamo i nemici.&quot;Guarda l&#224;, amico Sancho Panza, dove si intravedono trenta, o forse qualcuno di pi&#249;, violenti giganti. Voglio ingaggiarvi battaglia, e togliere loro la vita.&quot;. Oggi, sul colle isolato che domina il Campo de Criptana, ne rimangono solo dieci. Ma non sono soli: Il paesaggio dei dintorni, fino a Mota del Cuervo, &#233; pieno di quei mulini a vento centenari che alla fantasia di Don Chisciotte apparivano come dei giganti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Riposiamo un paio d'ore nel camper, mentre di fianco a noi il sole tramonta dietro le pale dei mulini. Ci svegliamo nella citt&#224; natale di Aldonza Lorenzo, meglio conosciuta come Dulcinea de Toboso. Nella piazza di questa cittadina ci aspetta un Don Chisciotte metallico che rende onore, alla sua bellissima principessa. Visitiamo il Museo di Cervantes e la casa natale di Dulcinea, un edificio nobiliare del sedicesimo secolo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La seconda giornata trascorre nel cammino che va da Toboso a Valdepe&#241;as. Scopriamo lo straordinario complessomonumentale di Belmonte e degustiamo le diverse qualit&#224; del vino di Tormelloso. Andando verso ovest incontriamo Descubrimos el extraordinario conjunto la grotta di Medrano, in cui fu incarcerato en que Miguel de Cervantes. Si dice che fu durante la sua permanenza sotterranea che inizi&#242; a scrivere il Don Chisciotte. Prima di andarcene, passiamo per la casa dello studente di Salamanca Sans&#243;n Carrasco, il Cavaliere degli Specchi. Un'ora pi&#249; tardi arriviamo a Ciudad Real, un buon posto per gustare la gastronomia manchega e raccogliere le forze per la giornata seguente.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il terzo giorno ci allontaniamo da Ciudad Real per visitare la citt&#224; di Almagro. Pur non essendo la citt&#224; citata del romanzo, si tratta di una visita obbligata: nessun'altra citt&#224; della zona ha un patrimonio paragonabile. Seguono le visite a Moral de Calatrava, Valdepe&#241;as, San Carlos del Valle y Villanueva de los Infantes, dove, a quanto pare, Alonso Quijano inizi&#242; le sue peripezie. E' un paesino pieno di chiese, conventi e case signorili come quella di don Diego de Miranda,che secondo la leggenda fu il famoso Cavaliere del Verde Gabbano,le cui gesta tante volte furono messe da Cervantes sulla bocca di don Chisciotte.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Meta successiva del nostro viaggio &#233; Ossa de Montiel, i cui dintorni offrono due paesaggi delle avventure del Chisciotte: le rovine del castello di cuyo entorno alberga dos pasajes de las aventuras del Quijote: le rovine del castello di &quot;Rochafrida&quot; e la grotta di Montesinos&quot; nelle cui profondit&#224; don Chisciotte che si cala vivendo un'esperienza onirica, in quella che &#233; una parodia delle discese agli inferi dei cavalieri raccontate con epica durante il medioevo. L&#236; vicino si trova il Parco Naturale di Lagunas de Ruidera, un luogo dove perdersi a guardare le stelle.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nel quarto giorno di viaggio abbandoniamon Castilla la Mancha per andare in Aragona. Passando per la A-23 arriviamo alle nostre destinazioni: Pedrosa e Alcal&#225; de Ebro, vicino a Saragozza. A Pedrosa troviamo il Palazzo Ducale, immenso, e a Alcal&#225; de Ebro le isole fluviali, inclusa Barataria, l'isola pi&#249; volte promessa da Don Chisciotte a Sancho come ricompensa dei suoi solleciti servigi del romanzo e di cui verr&#224; nominato governatore. Sulla sua costa vediamo una scultura dedicata allo scudiero. Anche se Chisciotte non pass&#242; mai per Saragozza, noi dormiamo al Camping Ciudad di questa bellissima citt&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La nostra ultima fermata &#233; Barcellona. Dopo una lunga passeggiata per il centro storico della capitale catalana ci dirigiamo verso la spiaggia, alla ricerca del Cavaliere della Bianca Luna. In questo luogo, con l'orizzonte sullo sfondo, Don Chisciotte fu sconfitto e ritorn&#242; alla ragione: &quot;Ero pazzo e adesso sono sano di mente!&quot;. Ed &#233; proprio qui, dove finiscono le eroiche imprese del cavaliere errante e del suo fedele scudiero, che mettiamo la parola fine al nostro viaggio, contemplando il mare come se fosse la prima volta che lo vediamo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>110 anni fa la difficile prima della &quot;Tosca&quot; </title>
		<link>http://www.periodicamente.it/110-anni-fa-la-difficile-prima</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.periodicamente.it/110-anni-fa-la-difficile-prima</guid>
		<dc:date>2010-01-14T08:20:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Alessandro Valentini</dc:creator>

<category domain="http://www.periodicamente.it/-Arte-e-cultura-">Arte e cultura</category>


		<description>Il 14 gennaio 1900 in una serata concitata fu rappresentata per la prima volta la &quot;Tosca&quot; , una delle opere liriche che hanno reso immortale Giacomo Puccini. Quest'anno, in aprile, l'opera torner&#224; in scena sullo stesso palco di quel debutto, il Teatro dell'Opera di Roma, con lo stesso allestimento di quella prima assoluta.

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&lt;a href="http://www.periodicamente.it/-Arte-e-cultura-" rel="directory"&gt;Arte e cultura&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.periodicamente.it/IMG/arton1792.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;460&quot; height=&quot;308&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il 14 gennaio 1900 a Roma, presso il Teatro Costanzi (oggi Teatro dell'Opera), and&#242; in scena la prima della &#8220;Tosca&#8221;, opera in tre atti di Giacomo Puccini (libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica), in ordine cronologico la quinta delle dieci opere liriche che hanno reso immortale il Maestro di Torre del Lago. Anche se Puccini cominci&#242; a lavorare all'opera nel 1896, l'idea gli venne nel 1889, quando a Milano rimase molto colpito dalla trama della omonima pi&#232;ce teatrale del drammaturgo francese Victorien Sardou, tanto che immediatamente accarezz&#242; l'idea di musicarla e ricavarne un'opera lirica. La &quot;Tosca&quot; &#232; un dramma d'amore d'ambientazione storica: si svolge infatti sullo sfondo della Roma dell'anno 1800, ovvero dopo la caduta della Prima Repubblica Romana e nel pieno della seconda campagna di Napoleone in Italia. E' proprio il contesto politico a condannare i due amanti ad un comune tragico destino, che si consuma nelle carceri di Castel Sant'Angelo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La prima fu un grande evento mondano, alla presenza tra gli altri dell'allora Presidente del Consiglio Pelloux, di molti alti funzionari dello Stato, di gran parte della nobilt&#224; romana, e di grandi compositori come Franchetti, Mascagni, Cilea. Tuttavia i minuti precedenti l'inizio della rappresentazione furono concitati: si temevano pesanti azioni di disturbo da parte dei rivali di Puccini, o veri e propri attentati contro le personalit&#224; in platea da parte degli anarchici, che in quei difficili anni della storia d'Italia erano spesso protagonisti delle notizie di cronaca. E immancabilmente quindici minuti prima dell'inizio del primo atto alla polizia giunse voce di un allarme bomba nel teatro; rivelatosi poi infondato, sul momento il fatto fu tenuto nascosto a Puccini, ma fu portato a conoscenza del Direttore d'orchestra Leopoldo Mugnone, che comunque sal&#236; sul palco. Gi&#224; turbato di suo, dopo poche note fu costretto a interrompere la rappresentazione per via dei forti brusii provenienti dalla platea: ma non erano proteste rivolte al palcoscenico, quanto piuttosto verso i ritardatari che stavano tentando di forzare uno degli ingressi della sala. L'opera poi riprese da capo e fu eseguita senza ulteriori interruzioni fino alla fine. Tra il primo ed il secondo atto arriv&#242; a teatro anche la Regina Margherita, che aveva preannunciato la sua presenza all'evento.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il primo impatto sul pubblico e sulla critica non fu un granch&#233;, ma attorno all'opera si era creata molta, troppa attesa dopo l'enorme successo che Puccini aveva ottenuto quattro anni prima con &quot;La Boheme&quot;. Ben presto per&#242; &quot;Tosca&quot; conquist&#242; i favori di tutti: al Teatro Costanzi le repliche furono addirittura venti, col teatro sempre esaurito, e in appena tre anni venne rappresentata praticamente in tutto il mondo.Seppur zavorrato dal peso dell'incredibile successo della sua opera precedente, con cui agli occhi dei critici e degli appassionati doveva misurarsi in un inevitabile confronto, Puccini riusc&#236; ancora una volta a cogliere nel segno, grazie soprattutto alla sua vena melodica imponente ed orecchiabile: tanto che gi&#224; durante quella poco felice prima rappresentazione del 14 gennaio 1900 furono richiesti ed eseguiti i bis per le arie &#8220;Vissi d'Arte&#8221; (II atto) e &#8220;E Lucevan le Stelle&#8221; (III atto).Una per atto (nel primo Mario Cavaradossi intona &#8220;Recondita Armonia&#8221;), queste tre romanze sono diventate pietre miliari della storia della lirica, e hanno brevemente conquistato fama mondiale, conosciute e riconosciute oggi anche dai pi&#249; digiuni di questa forma d'arte. Quest'anno, dal primo all'11 aprile, &quot;Tosca&quot; sar&#224; nuovamente messa in scena al Teatro dell'Opera di Roma, due anni dopo la sontuosa versione di Franco Zeffirelli; questa volta per&#242; sar&#224; ricostruito proprio l'allestimento originario di quella difficile ma storica prima assoluta.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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