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		<title>A tu per tu con Andy Garcia</title>
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		<dc:creator>Maria Cristina Locuratolo</dc:creator>

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		<dc:subject>Principale</dc:subject>

		<description>In occasione del RomaFictionFest, il grande cineasta cubano, ripercorre la sua intensa carriera dagli esordi a &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Il Padrino&lt;/span&gt;, &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Gli Intoccabili&lt;/span&gt; al clan stellare di &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Ocean's&lt;/span&gt; &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Eleven&lt;/span&gt;, fino alle recenti produzioni indipendenti e televisive.

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.periodicamente.it/IMG/arton1832.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;360&quot; height=&quot;480&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Un artista a tutto tondo Andy Garcia, attore &#8211; regista &#8211; produttore &#8211; compositore &#8211; pittore, ma anche un uomo semplice, carismatico e coinvolgente. Nel suo incontro col pubblico al RomaFictionFest intrattiene tutti raccontando di s&#233; e della sua straordinaria carriera, dagli esordi fino ad oggi. Da quando da ragazzino ha abbondonato lo sport per questioni di salute e si &#232; dedicato interamente al cinema, passione che lo ha &#8220;infettato&#8221; come una malattia, ispirandosi add attori come James Cobrun, Sean Connery e Peter Sellers., ai momenti clou della sua carriera culminati ne Il Padrino III. Sorseggia un caff&#233;, interagisce col pubblico, si concede generosamente come un vecchio amico che parla di s&#233; a cuore aperto. Impeccabile nell'aspetto, indossa un paio di occhiali da intellettuale e sfoggia un paio di baffi che rivela essere non un cambio di look ma un&amp;rsquo;esigenza di copione per Cristiada, il film che sta girando in Messico con Eva Longoria Parker. A proposito del rapporto tra cinema e televisione, Andy Garcia ha sottolineato la difficolt&#224;, come produttore, di trovare finanziamenti al di fuori del circuito degli studios hollywoodiani.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Esempio lampante &#232; il suo ultimo lavoro City Island, distribuito in Italia da Mikado, prodotto autonomamente per mancanza di investimenti da parte delle majors. Rimpiange gli &#8220;anni d'oro&#8221; del cinema; nel '60 e nel '70 registi del calibro di Coppola e Scorsese raccontavano grandi storie per tutti, mentre ora gli studios hanno un raggio di azione sempre pi&#249; ristretto investendo solo in produzioni &#8220;sicure&#8221; e per target di pubblico ben precisi come i blockbusters per adolescenti. Il grande cinema di oggi &#232; totalmente commerciale: Avatar, Spider Man, Il Signore degli Anelli. Cos&#236; il rapporto piccolo-grande schermo si inverte: le sceneggiature di un certo spessore o trovano produzioni indipendenti o si spostano verso la tv. Sono le tv via cavo americane a distribuire le grandi storie, come la HBO e Showtime. Garcia anticipa che sta per tornare ad interpretare e dirigere una lunga serie, ancora senza titolo, a dieci anni dalla biopic For Love or Country: The Arturo Sandoval Story, tv-movie del 2000 nominato agli Emmy dove l&amp;rsquo;attore interpretava il famoso trombettista cubano, proiettata per l'occasione al RomaFictionFest. Come regista, Andy Garcia dichiara il suo interesse verso storie pi&#249; umane e meno fantastiche, non a caso gli innumerevoli progetti a cui ora sta lavorando esplorano alcuni aspetti di vite straordinarie.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il film dal titolo Hemingway e Fuentes, ad esempio, si focalizza sul periodo cubano del noto scrittore dell'Illinois, che nel film ha il volto di Anthony Hopkins, e della sua amicizia con il pescatore Fuentes, interpretato dallo stesso Garcia. L'amore per Cuba scorre nelle vene di Andy Garcia, cos&#236; come la sua passione per la musica. Cuba &#232; musica -dice Andy- ma non &#232; un'isola felice. &#171;Tutti i luoghi del mondo hanno problemi ma sono liberi, Cuba no&#187;. Il suo primo ricordo di Roma, durante la lavorazione de Il Padrino III, non &#232; dei pi&#249; felici: &#171;Abitavo in una casa a Quarto Miglio e la prima notte uno zingaro entr&#242; in casa mia spaventandomi a morte anche se non c&amp;rsquo;era niente da rubare, solo le mie valige e il pianoforte che stavo cominciando a studiare. Volevo chiamare la polizia, ma non conoscevo il numero di emergenza italiano. Passai la notte in bianco e la prima mattina di lavorazione ero uno straccio&#187;. Il suo segreto? Avere una &#8220;testa dura&#8221;, la stessa che gli ha permesso di diventare compositore della colonna sonora del film La Citt&#224; Perduta, iniziando a suonare il piano da autodidatta.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Del cinema italiano adora il Neorealismo e dei cineasti di oggi apprezza Tornatore, mentre tra gli attori nomina l'amico Beppe Fiorello e Giancarlo Giannini che definisce un interprete superbo. Tra i suoi maestri ispiratori ci sono Coppola, Gordon Willis (direttore della fotografia de Il Padrino), Sean Connery, tutti artisti con cui Garcia ha avuto l'occasone di lavorare. Il fuoco sacro dell'arte &#232; ancora vivo in Andy Garcia che ha trasmesso la sua stessa passione per il cinema alle sue figlie e che ora sembra indirizzato pi&#249; verso la regia che verso la recitazione, perch&#233; -dice- ha ancora tante storie da raccontare e ama osservare il pubblico, le sue reazioni, comunicando al di fuori degli schemi imposti dalle grandi produzioni e dai film con un'anima puramente commerciale. Il RomaFictionFest Award for Artistic Excellence ha premiato la carriera di un artista che sa continuamente reinventarsi, senza cadere in sterili distinzioni tra &#8220;cinema e tv&#8221;. &#171;Non c&amp;rsquo;&#232; pi&#249; differenza fra cinema e televisione. Esiste solo un cinema buono e uno cattivo&#187;. Andy ci insegna che non sempre &#8220;il medium &#232; il messaggio&#8221;: l'arte pu&#242; trovare diversi canali di comunicazione e forme d'espressione purch&#233; sia autentica.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Tim premia la giungla dei sogni e degli spiriti</title>
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		<dc:date>2010-05-31T05:37:16Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Maria Cristina Locuratolo</dc:creator>

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		<dc:subject>Principale</dc:subject>

		<description>Il regista thailandese &lt;font face=&quot;Arial, sans-serif&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal;&quot;&gt;Apichatpong Weerasethakul trionfa su tutti a Cannes. Una scelta inattesa che ben si accorda con lo stile visionario e le fantasmagorie del Presidente Tim Burton. &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;La nostra invia da Cannes C. Locuratolo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;Arial, sans-serif&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;Arial, sans-serif&quot; style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.periodicamente.it/IMG/arton1816.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;640&quot; height=&quot;412&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;CANNES - &#171;Le cin&#233;ma substitue &#224; nos regards un monde qui s'accorde &#224; nos d&#233;sirs&#187;. Questa frase del famoso teorico cinematografico francese Andr&#233; Bazin pu&#242; da sola racchiudere il senso di questa 63esima edizione del Festival di Cannes. Un'edizione sotto il segno della differenza e della magia, che restituisce potere all'immagine. Si potrebbe dire, parafrasado la frase di Bazin, un cinema che apre il nostro sguardo a un mondo che ben si accorda ai desideri, alle r&#234;verie di Tim Burton, stra-ordinario Presidente di Giuria. Un Palmares che predilige l'immagine cinematografica, ma non fine a se stessa, un'immagine che produce senso, che comunica, che trasmette. Tim mantiene fede alla promessa fatta all'inizio della rassegna, ossia di adottare un approccio aperto e privo di pregiudizi per tutte le cinematografie e tutti gli autori, nel massimo rispetto del lavoro di ognuno. E la scelta finale, infatti, premia il mondo esotico del thailandese Apichatpong Weerasethakul con il suo Uncle Boonmee, who can recall his past lives.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Un'opera visionaria e spirituale, intrisa di follia e poesia, che esplora il tema della metempsicosi tra fantasmi, spiriti e pesci gatto. Un film &#8220;burtonesque&#8221;, simbolico e misterioso, a met&#224; tra l'aldil&#224; e l'aldiqua, destinato a restare nell'ombra se la Giuria non avesse avuto il coraggio di &#8220;scoprirlo&#8221; e di indicarlo. Perch&#233; un film, un'opera d'arte, non si giudica secondo il buon senso comune e degli schemi prefissati, ma bisogna &#8220;sentirlo&#8221; visceralmente, tastare il segno visibile che lascia anche quando il proiettore si spegne. Non a caso Burton usa il termine &#8220;feel&#8221;(sentire) e non giudicare e parla di compassione intesa come empatia e condivisione. Il regista Apichatpong Weerasethakul, gi&#224; premiato nel 2004 dalla giuria &#8220;cannoise&#8221; con Tropical Malady realizza film che prediligono il regno onirico e la natura, dalle forti connotazioni simboliche e sessuali, in cui cerca di raccontare attraverso un'ottica occidentale il mondo asiatico e la Thailandia. Un autore innovativo anche dal punto di vista formale, i suoi film sono &#8220;destrutturati&#8221; ossia non seguono una logica narrativa convenzionale e non si avvalgono di un cast di attori professionisti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Gran Premio della Giuria Des Hommes et des dieux di Xavier Beauvois, un film che si ispira al massacro dei monaci tibetani in Algeria, nel 1966. Uomini di pace che mettono loro stessi, i propri ideali e valori al servizio della gente comune in un'opera suggestiva dal punto di vista scenografico e toccante per l'intensit&#224; delle interpretazioni e l'equilibrio della rappresentazione. Premio per la Regia a Mathieu Amalric, il quale in Tourn&#233;e mette in scena se stesso nei panni di un produttore parigino che fugge dalla propria patria per rifugiarsi negli Stati Uniti in cerca di fortuna. Ritorna in Francia, ma in un ruolo un po' diverso, ossia come produttore di un nuovo Burlesque, spettacoli di cabaret americani dove lo strip tease si coniuga con il circo, la danza, l'arte contemporanea in un tourbillon di colori, forme e suggestioni. Premio della Giuria: Un Homme qui crie del ciadiano Mahamat-Saleh Haroun in cui al centro di un paese dilaniato da una cruenta guerra civile e da conflitti familiari e sociali, vi &#232; un uomo con il suo dramma personale. Adam,per tutti &#232; &quot;il campione&quot;, perch&#233; negli anni Sessanta era stato il numero uno del Centro Africa nel nuoto. Da trent'anni lavora come addetto alla piscina in un albergo di lusso della capitale ciadiana, N'Djamena, e da qualche tempo suo figlio Abdel ha iniziato a fargli da assistente.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ma quando la direzione dell'hotel decide di tagliare il personale addetto alla piscina, Adam &#232; chiamato a fare una scelta cruciale tra un'attivit&#224; che definisce la sua vita e il futuro del figlio in un paese in piena guerra. Ex aequo che ha visto d'accordo tutti i giurati per le performances attoriali di Javier Bardem in Biutiful di I&#328; &#225;rritu e del nostro Elio Germano ne La nostra vita di Lucchetti. Protagonista femminile indiscussa Juliette Binoche, simbolo del manifesto di questa edizione del festival, combattiva e commossa per la causa del regista Jafar Panahi che ha ricordato anche durante la sua premiazione, Palma d'oro per un'interpretazione in cui l'attrice francese dona corpo e anima, Copia Conforme di Kiarostami. &#171;What a joy..what a joy...what a joy &#187; sono le parole di Madame Binoche sul palco del Grand Th&#232;atre Lumi&#232;re, parole emblematiche su cui si chiude l'avventura cannoise di quest'anno, in cui grazie al tocco magico di Tim Burton, pionere controtendenza, il festival pi&#249; prestigioso al mondo ha gettato un ponte verso un cinema nuovo e differente, approdando a isole, giungle, universi lontani, allargando il nostro orizzonte e il nostro sguardo e alimentando il nostro desiderio di scoperta.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Un'italiana a New York</title>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Maria Cristina Locuratolo</dc:creator>

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		<description>&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'attrice siciliana Nicole Grimaudo &#232; attesa a Manhattan al Tribeca Film Festival dove potrebbe essere premiata per la sua coinvolgente interpretazione in Mine Vaganti di Ozpetek.&lt;/p&gt;

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.periodicamente.it/IMG/arton1807.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;400&quot; height=&quot;545&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ha un fascino intrigante alla Natalie Portman, ma gli occhi espressivi, penetranti e i colori mediterranei ne tradiscono le origini, trasmettendoci tutto il calore della sua terra. Classe 1980, catanese di Caltagirone, Nicole debutta quando la sua bellezza solare &#232; ancora acerba nel primo talent show (only for girls) della tv italiana, Non &#232; la Rai, accanto ad un'altrettanto giovane Ambra Angiolini. Dopo un'esperienza teatrale, la Grimaudo inizia con grinta la sua carriera da attrice, con la fiaba televisiva Sorellina e il principe del sogno di Lamberto Bava, alla quale segue la fiction Racket, al fianco di Michele Placido. A 18 anni Nicole fa il suo ingresso nel mondo del cinema, grazie ai fratelli Taviani che le affidano un ruolo in Tu Ridi. La carriera televisiva continua tra fiction e sit-com, mentre la &#8220;grande occasione&#8221; teatrale arriva con Amadeus nel 2003, dove l'attrice sar&#224; diretta dal maestro Roman Polanski. Nel 2003, si innamora (per un periodo anche nella vita) di Elio Germano in Liberi di Gianluca Maria Tavarelli.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Instancabile, sul piccolo schermo, la Grimaudo veste i panni di una coraggiosa Tenente Giordano in R.I.S. - Delitti Imperfetti, della compagna di Gino Bartali - L'intramontabile, di una caposala in Medicina generale e di un giovane magistrato ne Il Mostro di Firenze. Il ritorno sul grande schermo &#232; segnato dall'incontro con il regista italo-turco Ferzan Ozpetek ne Il giorno perfetto, film in cui affianca Isabella Ragonese e Valerio Mastandrea, segue poi Baaria di Tornatore, in cui Nicole &#232; una vedova sicula che si dedica con passione alla propria famiglia. Dopo Baaria &#232; la volta di Mine Vaganti, di nuovo con Ozpetek, un ruolo intenso per Nicole che ne valorizza il talento e che &#232; servito a rafforzare il suo legame artistico con il regista. Nella finzione Nicole &#232; Alba, una ragazza con una vita difficile che si innamora di un ragazzo gay, con cui tuttavia instaura una profonda amicizia. Il film non solo vanta un cast nutrito di attori noti, da Riccardo Scamarcio ad Alessandro Preziosi, da Ennio Fantastichini a Elena Sofia Ricci, ma &#232; stato venduto in ben 15 Paesi, ha ricevuto una buona accoglienza al Festival di Berlino e sar&#224; l'unico film italiano ad arrivare a New York, dove sar&#224; in lizza al Tribeca Film Festival, in programma nei prossimi giorni, per i premi al migliore film, al migliore attore e alla migliore attrice. Il festival newyorkese, in programma dal 21 Aprile al 2 maggio, &#232; una vetrina internazionale di grande talento che vedr&#224; protagonisti attori come James Franco ed Edward Norton. In un panorama cinematografico e televisivo che spesso, aihm&#233;, premia la mediocrit&#224;, ben vengano stelle nascenti come la Grimaudo, che oltre ad essere bella, ha talento, classe e grinta da vendere.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	<item>
		<title>Quando amore fa rima con cuore (e melassa)</title>
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		<dc:creator>Maria Cristina Locuratolo</dc:creator>

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		<description>Il regista di Pretty Woman gira un film zuccheroso sull'amore in tuttle sue possibili declinazioni. Un cast di stelle per una commedia di cui si poteva far benissimo a meno.&lt;br /&gt;

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		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Anche i belli piangono. Per amore, s'intende. Su questo (falso?) presupposto Gary Marshall, il regista delle rom-com per eccellenza Pretty Woman, confeziona un film ad hoc per tutti gli innamorati (in)felici. Non a caso il titolo originale del film &#232; Valentine's Day, giorno celebrativo dell'amore su cui vertono storie differenti, destinate ad incrociarsi in questa unit&#224; di tempo. Ci si aspetta un film delizioso come un cioccolatino, ma in realt&#224; la commedia rosa si rivela pi&#249; che altro una zuccherosa carrellata di &#8220;celebrities&#8221;, dal bel dottore di Grey's Anatomy Patrick Dempsey alle &#8220;pretty girls&#8221; Jennifer Garner, Jessica Alba e Anne Hathaway, dal &#8220;babymarito&#8221; di Demi Moore Ashton Kutcher alla veterana Shirley MacLaine, senza dimenticare lei, la vera diva, Julia Roberts, ovviamente.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Marshall non si fa mancare neanche il &quot;lupo buono&quot; della saga di Twilight, il palestrato Taylor Lautner, per accaparrarsi una gran fetta di pubblico composto da teenagers adoranti del bel moretto. Fa da sfondo una Los Angeles da cartolina, tutta cuori e fiori per l'occasione. Un film corale in cui per&#242; le storie son tenute insieme flebilmente; siamo ben lontani dalla commedia d'amore a incroci Love Actually di Richard Curtis, sebbene si cerchi di imitarne la struttura. Marshall non si fa mancare proprio nulla: c'&#232; il fioraio italoamericano che chiede in sposa la sua compagna, la dolce e ingenua donna innamorata di un uomo che non crede pi&#249; sposato, l'uomo innamorato di una ragazza perbene che lavora su una linea erotica, una madre soldato in ritorno dall'Iraq, una press agent nevrotica e sola, una coppia di gay innamorati a distanza, amori adolescenziali e della terza et&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In questo pout pourri di sentimenti, nessuna storia o interpretazione emerge sulle altre, nessuna lacrima o risata viene strappata al pubblico. Appuntamento con l'amore si rivela l'ennesima operazione di marketing messa in atto da una major cinematografica, non a caso la Warner Bros ha distribuito il film negli States il giorno di San Valentino, mentre nelle nostre sale &#232; arrivato solo un mese pi&#249; tardi. Del romanticismo di Pretty Woman c'&#232; ben poco, un film &#8220;telefonato&#8221; sin dai primi minuti, colmo di visi belli e noti. Sprecati, aggiungerei.
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	<item>
		<title>Tim Cavaliere di Francia</title>
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		<description>Burton e la Cotillard diventano Cavalieri delle Arti e delle Lettere a Parigi.

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		&lt;div class='rss_texte'&gt;Anno fortunato per il cineasta pi&#249; visionario dei nostri tempi. Successo grandioso al box office, nomina da presidente del prestigioso Festival di Cannes e un&amp;rsquo;onoreficenza di grande valore in terra francese. Tim Burton e l&amp;rsquo;attrice Premio Oscar Marion Cotillard sono stati insigniti del Premio del &lt;i&gt;France&amp;rsquo;s Order of Arts and Letters &lt;/i&gt;a Parigi. Il Ministro francese della Cultura Frederic Mitterand ha nominato Burton e la Cotillard &lt;i&gt;Cavalieri delle Arti e delle Lettere&lt;/i&gt; presso il Ministero della Cultura della Francia. Il cineasta, accompagnato alla cerimonia dalla moglie Helena Bonham Carter, ha definito il Premio &#8220;uno dei pi&#249; grandi omaggi che abbia mai ricevuto&#8221;, e ha aggiunto &#8220;Dagli inizi della mia carriera, ho sempre avuto un posto nel mio cuore per la Francia, perch&#233; sia che i miei film siano piaciuti o meno, ho sempre pensato che la Francia fosse alla ricerca della poesia, del significato, delle cose che stavo cercando di fare. Infine ringrazia tutti dicendo: &#8220;La Francia ha un posto davvero speciale nel mio cuore e mi sento molto pi&#249; a casa qui che nel mio Paese&#8221;. La Cotillard che ha vinto l&amp;rsquo;Oscar per l&amp;rsquo;interpretazione di Edith Piaf nel film &lt;i&gt;La&lt;/i&gt; &lt;i&gt;vie en rose&lt;/i&gt; e che ha recitato in &lt;i&gt;Big Fish&lt;/i&gt;, capolavoro di Burton, ha dichiarato invece: &#8220;E&amp;rsquo; un piacere ricevere questo onore insieme a Tim Burton, colui che mi ha aperto le porte del cinema americano e che &#232; stato sempre un idolo per me&#8221;, inoltre ha anche sottolineato quanto si ritenga fortuna per tutto quello che le sta capitando. Burton torner&#224; in Francia a Maggio come Presidente della Giuria a Cannes, mentre il tornado &lt;i&gt;Alice &lt;/i&gt;conquista le platee di tutto il mondo e si prepara a divenire un cult.&lt;/div&gt;
		
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	<item>
		<title>La paladina delle meraviglie</title>
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		<dc:creator>Maria Cristina Locuratolo</dc:creator>

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		<description>Burton riveste di nuove sfumature e di un'armatura medievale la fanciulla carrolliana, diventata ormai una donna emancipata.

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.periodicamente.it/IMG/arton1804.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;407&quot; height=&quot;604&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Strano ed inevitabile incontro quello tra Lewis Carroll e Tim Burton. Il primo un bizzarro, enigmatico scrittore e matematico dell'Ottocento, con sangue per met&#224; inglese e per met&#224; irlandese, affetto da una fastidiosa forma di balbuzia e con una predilezione per gli indovinelli, i giochi di logica e la fotografia. Il secondo, un disegnatore dallo stile inconfondibile divenuto cineasta geniale, americano con lo sguardo rivolto verso l'Europa, una delle menti pi&#249; creative del nostro tempo. L'immaginifico e claustrofobico mondo, o meglio &#8220;sottomondo&#8221; della piccola Alice Liddell, creatura letteraria di Carroll, rivive grazie al caleidoscopico sguardo di Burton. Impresa ardua per uno dei registi pi&#249; amati della contemporaneit&#224;, riprendere una storia cos&#236; profondamente radicata nella cultura anglosassone e mondiale, rielaborarne gli aspetti iconografici e approfondire i riferimenti psicanalitici.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ma una storia che &#232; la celebrazione dell'immaginazione non poteva non essere affidata che a Tim Burton, il quale ha cercato di coniugare la tradizione di un'opera cos&#236; viva nell'immaginario collettivo con l'innovazione delle nuove tecnologie, a cui lui in verit&#224; non aveva mai voluto prestare molta attenzione. Nasce cos&#236; l'attesissimo Alice in Wonderland (firmato Disney) che lungi dall'essere una mera trasposizione del libro, si ispira sia ad Alice nel Paese delle Meraviglie che al suo prosieguo Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trov&#242;, combinando lo stile e la poetica visionaria burtoniana e quello criptico e non sense di Carroll. Innanzitutto, e ci&#242; &#232; evidente, Burton cerca di restituire umanit&#224; ai personaggi surreali creati dallo scrittore inglese: non una semplice carrellata di &#8220;weird characters&#8221; ma personalit&#224; complesse e spesso contraddittorie.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;A cominciare dal Mad Hatter alias Johnny Depp; uno sguardo triste sotto il gigantesco cappello rivela tutta la tragicit&#224; di un personaggio emotivamente distubato, che passa da momenti di improvvisa ilarit&#224; ad altri di pericolosa rabbia. La grandezza di Depp sta nel mostrare la &#8220;madness&#8221; di quest'uomo dalla personalit&#224; multipla che continua a porsi domande senza senso (&#8220;Perch&#233; un corvo assomiglia ad una scrivania?&#8221;) o a cercare parole che iniziano con la lettera &#8220;M&#8221;, in un modo non ingombrante o macchiettistico, ma con levit&#224; e grazia, facendosi percepire la fragilit&#224;, la tristezza, dell'inconsapevolezza (o quasi) di qualcosa che non va nella propria mente. Degno di nota anche il personaggio della Red Queen, una meravigliosa Helena Bonham Carter, perfida sovrana col vezzo di tagliare la testa a chiunque perch&#233;, in realt&#224;, odia la sua che &#232; troppo grande. Una dittatrice terribile che vive in perenne competizione con una sorella graziosa e ben voluta dai propri sudditi, la Regina Bianca (una ironica e marmorea Anne Hathaway). Ma al di l&#224; della caratterizzazione dei personaggi, che sono il vero punto di forza della storia di Alice, c'&#232; da dire che il regista ci regala momenti di autentico &#8220;burtonismo&#8221;. A cominciare dall'incipit, con il simbolo dell'amata Londra in primo piano, un Big Ben pi&#249; gotico che mai, alle scene iniziali in cui un'Alice ormai diciannovenne partecipa ad un party esclusivo pieno di ipocriti ricconi e gentlmen per niente raffinati dove verr&#224; chiesta in sposa da un giovane insulso e conformista. Per poi arrivare al momento clou, ossia l'entrata del Bianconiglio tra i cespugli fino al precipitare di Alice nella sua tana verso Wonderland.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La discesa verso il Rabbit Hole &#232; un viaggio attraverso i ricordi di Alice, ma anche i nostri. Ritroviamo oggetti della nostra infanzia e come un lungo flashback raffiorano altri momenti cinematografici che hanno accompagnato la nostra tenera et&#224;, dal Mago di Oz quando Dorothy &#232; nella sua stanza e si dirige &#8220;over the rainbow&#8221; alla stessa Alice disneyana del 1951. Da allora per&#242; la piccola Alice (Mia Wasiwoska) &#232; cresciuta, &#232; diventata una giovane donna che deve prendere in mano la sua vita e si sente smarrita e confusa. Il ritorno ad &#8220;underworld&#8221;, che lei da piccina chiamava &#8220;wonderland&#8221; le servir&#224; per riconnetersi col suo vero &#8220;io&#8221; e per tracciare il suo destino. Wonderland riletta dallo sguardo di Burton contiene elementi gi&#224; presenti nella sua filmografia, &#233; come se il regista rimescolasse la fantasia, riproponendoci, in un modo neanche troppo celato, piccoli frammenti dei suoi film, da Edward Scissorhands a La Sposa Cadavere passando per Sleepy Hollow. E' senza dubbio nel design dell'immagine, nella cura del dettaglio che Burton d&#224; il meglio di s&#233;, e sopratutto nella contrapposizione dei mondi, tanto cara al regista nelle sue opere: qui abbiamo da un lato il mondo rosso tutto a cuori della terribile Regina con il suo esercito di carte delizioso e dall'altro il regno tutto bianco, fatto di marmo, con alberi di fiori di pesco e paesaggi mozzafiato, e una schiera di soldati composta da gigantesche pedine della scacchiera. Perfetti anche tutti gli altri personaggi di &#8220;contorno&#8221;, a cominciare dall'evanescente Stregatto, il pi&#249; riuscito di tutti, e dal &#8220;fumoso&#8221; Brucaliffo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ho trovato il 3D superfluo, perch&#233; non &#232; un film che si basa sull'effetto. Non ho apprezzato particolarmente la sfumatura fantasy che ci ha mostrato un'Alice paladina del regno come Atreiu ne La Storia Infinita.. A mio parere a penalizzare il film sono state sia lo smisurato battage pubblicitario del film che il finale gi&#224; anticipato nelle primissime scene del film. Perch&#233; s&#236; &#232; vero che tutti conosciamo la storia, ma &#232; altrettanto vero che la rilettura di Burton doveva rimanere una sorpresa. Credo, inoltre, che il regista abbia dovuto trovare un compromesso con la Disney per questo film, a discapito del suo estro creativo. Ed &#232; davvero un peccato, perch&#233; penso che Tim avrebbe prediletto l'aspetto criptico, quello pi&#249; oscuro, claustrofobico, non sense della storia. Un'Alice smarrita nella propria fantasia come Edward Bloom in Big Fish. Un'Alice che riporta il sogno nella realt&#224; e la realt&#224; nel sogno con la stessa leggiadria di una danza nella neve come in Edward Mani di Forbice o sotto una pioggia di fiori come in Sleepy Hollow. Una eterna fanciulla resa immortale dalle storie incredibili che abitano in lei.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>La cucina &#8220;dell'anima&#8221; di Fatih Akin</title>
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		<dc:date>2010-02-17T20:15:00Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Maria Cristina Locuratolo</dc:creator>

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		<description>Il cinema e la cucina da sempre sono un binomio vincente: dopo Chocolat e Julie&amp;Julia, una nuova commedia dal sapore esotico conquista le platee al ritmo di musica soul.

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.periodicamente.it/IMG/arton1803.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;500&quot; height=&quot;350&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;La cucina &#232; un'arte, un bisogno dell'anima, oltre che del corpo. Un film dal sapore (multi)etnico, quello del &#8220;turco d'Amburgo&#8221;, il regista Fatih Akin, giovane autore che confeziona una commedia accattivante, premiata dalla Giuria alla 66esima Mostra cinematografica di Venezia. Zinos un cuoco di origine greca, gestisce un locale boh&#233;mien alla periferia di Amburgo; il cibo e il servizio sono pessimi, si tracanna birra a suon di musica. Il microcosmo di Zinos ruota attorno al suo ristorante,il Soul Kitchen, appunto. Ma quando la viziata fidanzata Nadine, parte per Shangai, in cerca di fortuna, Zinos decide di raggiungerla e si mette alla ricerca di qualcuno che gestisca il locale in sua assenza. Un'improvvisa discopatia costringer&#224; Zinos a delle sedute di fisioterapia dalla bella Anna e ad affidare la cucina del ristorante ad un creativo chef che rivoluzioner&#224; i men&#249; con i suoi piatti alternativi e l'atmosfera con la musica soul. Il ristorante dai cibi preconfezionati si trasforma in un locale alla moda, (s)travolgendo e intrecciando le vite di chi ci lavora e di chi lo frequenta. Illias, il ladro gentiluomo, fratello di Zinos, trascorre le sue ore di libert&#224; vigilata, lavorando come deejay nel ristopub, innamorandosi della cameriera Lucia, un'artista underground; Neumann, un vecchio compagno di scuola di Zinos, uomo ricco e privo di scrupoli, deciso ad accapararsi il locale con qualsiasi mezzo, in una notte di bagordi al locale si accoppier&#224; allegramente con la funzionaria del fisco che, in tempi di crisi, ha prelevato dei beni dal Soul Kitchen. Non mancano personaggi pittoreschi, come il vecchio habitu&#233; del locale, che segue le evoluzioni del Soul Kitchen e della vita di Zinos, abbraccia la nuova filosofia culinaria e musicale del locale, rivivendo una seconda giovinezza. Una commedia corale, a tratti surreale e grottesca, che &#8220;mescola&#8221; sapientemente, come fosse un piatto di haute cousine, il discorso dell'emancipazione sociale in un mondo sempre pi&#249; dinamico e globalizzato e una catartica celebrazione dei sensi, dando vita a una rappresentazione che esalta l'aspetto comicotragico della vita, giocando con i rovesci di fortuna dei personaggi, e esaltando la fisicit&#224; degli attori grazie a una serie di gag in perfetta sintonia con il ritmo vibrante dei soundtracks del film.&lt;/div&gt;
		
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		<title>Pirati alle Hawaii</title>
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		<dc:date>2010-02-08T08:28:00Z</dc:date>
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		<dc:creator>Maria Cristina Locuratolo</dc:creator>

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		<dc:subject>Principale</dc:subject>

		<description>Capitan Sparrow torner&#224; presto sul set, questa volta alle isole Hawaii. Ma gli altri &quot;pirati&quot;? Gran parte del cast si ritira e Rob Marshall, regista del prossimo episodio della saga, dovr&#224; reinventarsi il cast.

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.periodicamente.it/IMG/arton1791.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;300&quot; height=&quot;255&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Pirati dei Caraibi 4, la fortunata saga disneyana che vede Johnny Depp nei panni dell'eccentrico Capitan Sparrow si far&#224;. La regia &#232; stata affidata a Rob Marshall, regista di musical comeChicago e il recente Nine, mentre la sceneggiatura &#232; firmata da Terry Rossio e Ted Elliot. Il film, ispirato liberamente al romanzo di Tim Powers, Mari stregati , sar&#224; girato in estate nelle isole Hawaii, le suggestive Kauai'i e O'hau; la Disney ha infatti un rapporto molto stretto con le Hawaii da quando la ABC ha girato l&#236; tutte le serie di Lost e inoltre &#232; in costruzione un Disney Resort sull'isola di O'ahu. Del resto alcune scene di Pirati dei Caraibi 3 vennero girate a Moloka'i e Maui. Rob Marshall &#232; gi&#224; ufficialmente al lavoro; ci vorranno infatti mesi di pre-produzione non solo per progettare il film, ma anche per permettere ad un regista di musical di documentarsi su un genere completamente nuovo che racchiude avventura, azione e fantasy.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il film &#232; prodotto ancora una volta da Jerry Bruckheimer e dalla Walt Disney Pictures. Marshall tuttavia si dichiara entusiasta: &#8220;Abbiamo iniziato, &#232; ufficiale. Sto parlando con Johnny Depp in questi giorni, &#232; fantastico. Ci lavoro gi&#224; da un po'. Passo moltissimo tempo con il produttore Jerry Bruckheimer, da lui sto imparando tutto quello che c'&#232; da imparare su questa avventura: si tratta di un genere diverso dal solito, per me, eppure mi sento gi&#224; a casa. In realt&#224; tendo a non etichettare mai nulla. Penso che stiamo cercando di portare in vita quello che &#232; scritto, rendendo gli attori grandiosi, aiutando loro e aiutando il materiale originale.&#8221; Peccato solo che anche Orlando Bloom, oltre a Keira Knightley, sia venuto meno al progetto, lasciando come unica star del film Johnny Depp e quindi un cast tutto da rifare. Bloom dice a proposito del film e del suo personaggio: &#8220;No, assolutamente no. Suppongo che Will stia nuotando in giro con i pesci in fondo al mare. Fare questi film &#232; stato fantastico, ma ora voglio concentrarmi su altri progetti. Qualsiasi cosa faccia Johnny, comunque, &#232; fantastica, quindi sar&#224; un bel film. Marshall &#232; un grande regista, e questa coppia mi sembra molto interessante: Johnny &#232; molto musicale, come carattere, e sicuramente verr&#224; fuori qualcosa di bello dalla loro collaborazione. Pu&#242; darsi che Orlando ricompaia nei panni di Will per un cammeo o in una parte minore per accontentare i fans, anche perch&#233; &#232; chiaro che il quarto episodio della saga sar&#224; prevalentemente incentrata sul personaggio di Depp che poi &#232; quello che ha fatto la fortuna del film. Nonostante i numerosi impegni di Johnny, presto in sala nei panni del Cappellaio Matto in Alice in Wonderland di Tim Burton, e sul set a Venezia al fianco di Angelina Jolie per The Tourist di Florian Henkel, l'artista non vuole deludere il pubblico e abbandonare i &quot;mari dei Caraibi&quot;(o meglio delle Hawaii).&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Di sicuro non rivedremo la &#8220;piratessa&#8221; Keyra, mentre &#232; ancora in forse Geoffrey Rush. Se non ci saranno ulteriori disguidi e rinunce, la pellicola il cui titolo originale &#232;Pirates of the Carribean: On Stranger Tides uscir&#224; nelle sale nell'estate 2011. Il personaggio del Pirata Sparrow, si ispira a Keith Richards, noto musicista dei Rolling Stones, che nel terzo episodio appare appunto nel ruolo del padre di Jack, il Capitano Teague Sparrow custode del codice dei Pirati. E forse &#232; proprio questa somiglianza tra Sparrow e Richards, il motivo per cui il bel Johnny torner&#224;, dopo tredici anni, di nuovo dietro la macchina da presa per girare un documentario sul musicista. L'opera prima (e sola) di Johnny era stataThe Brave nel 1997 con Marlon Brando, la quale aveva ottenuto risultati poco soddisfacenti, ma di sicuro tanti anni di esperienza al seguito di Tim Burton gli saranno stati utili per affinare le sue capacit&#224; registiche.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Una maghetta d'oro</title>
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		<dc:date>2010-02-05T17:00:00Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Maria Cristina Locuratolo</dc:creator>

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		<description>E' Emma Watson, la migliore amica di Harry Potter, l'attrice pi&#249; pagata ad Hollywood, piazzandosi prima tra le attrici pi&#249; ricche e famose.

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.periodicamente.it/IMG/arton1788.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;336&quot; height=&quot;428&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;A sorpresa tra le attrici hollywoodiane pi&#249; pagate dell'anno, in una classifica stilata dal settimanale Vanity Fair, sale in vetta una diciannovenne dall'aspetto di una streghetta. E' Emma Watson alias Hermione Granger, la fedele amica del maghetto pi&#249; famoso del mondo, l'occhialuto Harry Potter. Emma sbaraglia colleghe ben pi&#249; esperte di lei, dalla diva Jolie alla candidata all'Oscar Sandra Bullock, piazzandosi al quattordicesimo posto con venti milioni di sterline, circa 30 milioni di dollari. Lasciati i primi tredici agli uomini, le attrici sono tutte dietro di lei. Cameron Diaz &#232; diciannovesima (e seconda tra le donne) con 27 milioni di dollari, mentre Sarah Jessica Parker, con 24 milioni di dollari, &#232; ventiquattresima. Angelina Jolie occupa la trentaduesima posizione con 21 milioni di dollari, Jennifer Aniston e Sandra Bullock sono a pari merito al trentatreesimo posto con 20 milioni di dollari a film. A far salire vertiginosamente il cachet della giovane attrice britannica il contratto firmato con Warner Bros per girare il capitolo conclusivo delle avventure di Harry Potter e i doni della morte che sul grande schermo verr&#224; spezzato in due film. Per ognuno, stando a quanto riporta la rivista, la Watson percepir&#224; uno &#8220;stipendio&#8221; di 10 milioni di sterline. Pi&#249; di lei ha incassato solo l'amico Daniel Radcliffe, con i 25,6 milioni intascati per concludere la saga. Daniel, ventenne, si &#232; aggiudicato il primo posto della classifica degli attori e il sesto in quella generale. Davanti a lui cinque registi acclamati quali Michael Bay, Steven Spielberg e James Cameron.&lt;/div&gt;
		
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		<title>Gli anti-Oscar del cinema: I Razzie Awards</title>
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		<dc:date>2010-02-03T14:39:00Z</dc:date>
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		<dc:creator>Maria Cristina Locuratolo</dc:creator>

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		<description>Tempo di nominations ad Hollywood: rivelati i candidati agli Oscar, ora vengono svelati i nomi in lizza per i meno lusinghieri premi dei Razzie Awards. E' l'unico caso in cui dire &quot;che vinca il peggiore&quot;!

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.periodicamente.it/IMG/arton1789.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;450&quot; height=&quot;328&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;meta content=&quot;text/html; charset=utf-8&quot; http-equiv=&quot;CONTENT-TYPE&quot; /&gt;
&lt;title&gt;&lt;/title&gt;
&lt;meta content=&quot;OpenOffice.org 3.1 (Win32)&quot; name=&quot;GENERATOR&quot; /&gt;&lt;style type=&quot;text/css&quot;&gt; &lt;!&#8212; @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } &#8212;&gt; &lt;/style&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Prima degli Oscar, i Razzie Awards ovvero &#8220;le pernacchie d'oro&#8221; da assegnare ai peggiori film, registi, sceneggiatori e attori dell'anno. I &#8220;Razzie&#8221; sono ormai un'istituzione, visto che sono giunti alla loro &lt;b&gt;30esima edizione&lt;/b&gt;. La Golden Raspberry Award Foundation ha annunciato i candidati che saranno &#8220;premiati&#8221; il 6 Marzo a Los Angeles ovvero il giorno prima della fatidica Notte degli Oscar. Quest&amp;rsquo;anno si tratta di un&amp;rsquo;edizione particolare, poich&#232; trattandosi di inizio decennio, verr&#224; consegnato anche il premio per il peggior film/attore/attrice della decade precedente. Ecco le nominations:&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;b&gt;PEGGIOR FILM DEL 2009&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&#8220;All About Steve&#8221;&lt;br /&gt;&#8220;G.I. Joe: The Rise of Cobra&#8221;&lt;br /&gt;&#8220;Land of the Lost&#8221;&lt;br /&gt;&#8220;Old Dogs&#8221;&quot;&lt;br /&gt;&#8220;Transformers: Revenge of the Fallen&#8221; (a.k.a. &#8220;Trannies, Too&#8221;)&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;b&gt;PEGGIOR ATTORE DEL 2009&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Tutti i Jonas Brothers, &#8220;Jonas Brothers: The 3-D Concert Experience&#8221;&lt;br /&gt;Will Ferrell, &#8220;Land of the Lost&#8221;&lt;br /&gt;Steve Martin, &#8220;Pink Panther 2&amp;Prime;&lt;br /&gt;Eddie Murphy, &#8220;Imagine That&#8221;&lt;br /&gt;John Travolta, &#8220;Old Dogs&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;b&gt;PEGGIOR ATTRICE DEL 2009&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Beyonce, &#8220;Obsessed&#8221;&lt;br /&gt;Sandra Bullock, &#8220;All About Steve&#8221;&lt;br /&gt;Myley Cyrus, &#8220;Hannah Montana: The Movie&#8221;&lt;br /&gt;Megan Fox, &#8220;Jennifer&amp;rsquo;s Body&#8221; e &#8220;Transformers: Revenge of the Fallen&#8221;&lt;br /&gt;Sarah Jessica Parker, &#8220;Did You Hear About the Morgans?&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;b&gt;PEGGIOR COPPIA SULLO SCHERMO DEL 2009&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Ciascuna coppia di Jonas Brothers, &#8220;The Jonas Brothers 3-D Concert Experience&#8221;&lt;br /&gt;Sandra Bullock e Cooper, &#8220;All About Steve&#8221;&lt;br /&gt;Will Ferrell e qualsiasi co-star, creatura in &#8220;Land of the Lost&#8221;&lt;br /&gt;Shia Labeouf &amp; Megan Fox o qualsiasi altro Transformer, &#8220;Transformers: Revenge of the Fallen&#8221;&lt;br /&gt;Kristen Stewart e sia Robert Pattinson che Taylor Lautner, &#8220;Twilight Saga: New Moon&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;b&gt;PEGGIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA 2009&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Candice Bergen, &#8220;Bride Wars&#8221;&lt;br /&gt;Ali Larter, &#8220;Obsessed&#8221;&lt;br /&gt;Sienna Miller, &#8220;G.I. Joe&#8221;&lt;br /&gt;Kelly Preston,&#8221;Old Dogs&#8221;&lt;br /&gt;Julie White (come mamma), &#8220;Trannies, Too&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;b&gt;PEGGIOR ATTORE NON PROTAGONISTA 2009&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Billy Ray Cyrus, &#8220;Hannah Montana: The Movie&#8221;&lt;br /&gt;Hugh Hefner, &#8220;Miss March&#8221;&lt;br /&gt;Robert Pattinson, &#8220;Twilight Saga: New Moon&#8221;&lt;br /&gt;Jorma Taccone (come Cha-Ka), &#8220;Land of the Lost&#8221;&lt;br /&gt;Marlon Wayans, &#8220;G.I. Joe&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;b&gt;PEGGIOR REMAKE, SPINOFF O SEQUEL DEL 2009&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&#8220;G.I. Joe: The Rise of Cobra&#8221;&lt;br /&gt;&#8220;Land of the Lost&#8221;&lt;br /&gt;&#8220;Pink Panther 2&amp;Prime; &lt;br /&gt;&#8220;Transformers: Revenge of the Fallen&#8221;&lt;br /&gt;&#8220;Twilight Saga: New Moon&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;b&gt;PEGGIOR REGISTA DEL 2009&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Michael Bay, &#8220;Trannies, Too&#8221;&lt;br /&gt;Walt Becker, &#8220;Old Dogs&#8221;&lt;br /&gt;Brad Silberling, &#8220;Land of the Lost&#8221;&lt;br /&gt;Stephen Sommers, &#8220;G.I. Joe&#8221;&lt;br /&gt;Phil Traill, &#8220;All About Steve&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;b&gt;PEGGIOR SCENEGGIATURA DEL 2009&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&#8220;All About Steve,&#8221; screenplay by Kim Barker&lt;br /&gt;&#8220;G.I. Joe: The Rise of Cobra,&#8221; screenplay by Stuart Beattie and David Elliot &amp; Paul Lovett, based on Hasbro&amp;rsquo;s G.I. Joe Characters.&lt;br /&gt;&#8220;Land of the Lost,&#8221; written by Chris Henchy &amp; Dennis McNicholas, based on Sid &amp; Marty Krofft&amp;rsquo;s TV series&lt;br /&gt;&#8220;Transformers: Revenge Of The Fallen,&#8221; written By Ehren Kruger &amp; Roberto Orci &amp; Alex Kurtzman, based on Hasbro&amp;rsquo;s Transformers Action Figures&lt;br /&gt;&#8220;Twilight Saga: New Moon,&#8221; screenplay by Melissa Rosenberg, based on the novel by Stephenie Meyer&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;b&gt;PEGGIOR FILM DEL DECENNIO&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&#8220;Battlefield Earth&#8221; (2000) &#8212; nominato a 10 Razzies, vincitore di of 8 (incluso peggior dramma dei nostri primi 25 anni)&lt;br /&gt;&#8220;Freddy Got Fingered&#8221; (2001) &#8212; nominato a 9 Razzies, vincitore di 5&lt;br /&gt;&#8220;Gigli&#8221; (2003) &#8212; nominato a 10 Razzies, vincitore di 7 (incluso peggior commedia dei nostri primi 25 anni)&lt;br /&gt;&#8220;I Know Who Killed Me&#8221; (2007) &#8212; Nominato a 9 Razzies, vincitore di 8&lt;br /&gt;&#8220;Swept Away&#8221; (2002) &#8212; Nominato a 9 Razzies,vincitore di 5&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;b&gt;PEGGIOR ATTORE DEL DECENNIO&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Ben Affleck &#8212; (nominato 9 volte, vincitore di 2 premi) &#8220;Daredevil,&#8221; &#8220;Gigli,&#8221; &#8220;Jersey Girl,&#8221; &#8220;Paycheck,&#8221; &#8220;Pearl Harbor,&#8221; &#8220;Surviving Christmas&#8221;&lt;br /&gt;Eddie Murphy &#8212; (nominato 12 volte, vincitore di 3 premi) &#8220;Adventures of Pluto Nash,&#8221; &#8220;I Spy,&#8221; &#8220;Imagine That,&#8221; &#8220;Meet Dave,&#8221; &#8220;Norbit,&#8221; &#8220;Showtime&#8221;&lt;br /&gt;Mike Myers &#8212; (nominato 4 volte, vincitore di 2 premi), &#8220;Cat in the Hat,&#8221; &#8220;The Love Guru&#8221;&lt;br /&gt;Rob Schneider &#8212; (nominato 6 volte, vincitore di 1 premio) &#8220;The Animal,&#8221; &#8220;Benchwarmers,&#8221; &#8220;Deuce Bigalo: European Gigolo,&#8221; &#8220;Grandma&amp;rsquo;s Boy,&#8221; &#8220;The Hot Chick,&#8221; &#8220;I Now Pronounce You Chuck &amp; Larry,&#8221; &#8220;Little Man,&#8221; &#8220;Little Nicky&#8221;&lt;br /&gt;John Travolta &#8212; (nominato 6 volte, vincitore di 1 premio) &#8220;Battlefield Earth,&#8221; &#8220;Domestic Disturbance,&#8221; &#8220;Lucky Numbers,&#8221; &#8220;Old Dogs,&#8221; &#8220;Swordfish&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;b&gt;PEGGIOR ATTRICE DEL DECENNIO&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Mariah Carey - &#8220;Glitter&#8221;&lt;br /&gt;Paris Hilton (nominata 5 volte, premiata 4 volte) &#8220;The Hottie &amp; The Nottie,&#8221; &#8220;House of Whacks,&#8221; &#8220;Repo: The Genetic Opera&#8221;&lt;br /&gt;Lindsay Lohan &#8212; (nominata 5 volte, premiata 3 volte) &#8220;Herbie Fully Loaded,&#8221; &#8220;I Know Who Killed Me,&#8221; &#8220;Just My Luck&#8221;&lt;br /&gt;Jennifer Lopez &#8212; (nominata 9 volte, premiata 2 volte) &#8220;Angel Eyes,&#8221; &#8220;Enough,&#8221; &#8220;Gigli,&#8221; &#8220;Jersey Girl,&#8221; &#8220;Maid in Manhattan,&#8221; &#8220;Monster-in-Law,&#8221; &#8220;The Wedding Planner&#8221;&lt;br /&gt;Madonna &#8212; (nominata 6 volte, premiata 4 volte) &#8220;Die Another Day,&#8221; &#8220;The Next Best Thing,&#8221; &#8220;Swept Away&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;La cosa pi&#249; curiosa &#232; vedere Sandra Bullock nominata contemporaneamente all'Oscar e ai Razzie, rispettivamente per &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;The Blind Side&lt;/span&gt; e&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt; All about Steve&lt;/span&gt;. Sarebbe divertente vederla vincere entrambi i premi nel giro di 24 ore! Ma colpisce anche notare tra i candidati una star del calibro di Sarah Jessica Parker in &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Did you hear about the Morgans?&lt;/span&gt;, che stando alle dichiarazioni del suo partner sul set, Hugh Grant, non si era di certo risparmiata dando prova del suo talento e della sua verve.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Per non parlare delle coppie osannate della saga cult &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Twilight&lt;/span&gt; considerate tra le peggiori. Non stupisce invece la nomination come peggior attore del pluripremiato ai Razzie Eddie Murphy candidato quest'anno con &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Imagine That&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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